Storia
27 ago 2026

I dazi canadesi dollaro per dollaro potrebbero trasformare la sfida in prezzi più alti

Ottawa risponde ai dazi di Trump con imposte equivalenti e miliardi in aiuti, presentando la ritorsione come una difesa della sovranità canadese. Ma la strategia potrebbe aumentare i costi per i consumatori, perturbare gli scambi commerciali e approfondire la frattura con Washington.

La ritorsione del Canada contro i dazi di Donald Trump si basa su una netta contraddizione: Ottawa vuole dimostrare la propria sovranità senza infliggere danni economici duraturi ai canadesi.

La copertura con una cornice favorevole ai liberali presenta le misure come una risposta nazionale disciplinata. Il Canada imporrà dazi fino al 50% su circa 27,6 miliardi di dollari canadesi di importazioni statunitensi, riguardanti più di 700 prodotti, offrendo al contempo 7,5 miliardi di dollari canadesi di sostegno alle imprese e ai lavoratori colpiti. Il ministro delle Finanze François-Philippe Champagne ha affermato che Washington «ha chiesto troppo e offerto troppo poco», aggiungendo che il Canada aveva scelto se stesso invece di un accordo inaccettabile.

Questa argomentazione è rafforzata dall’ampiezza della risposta. I dazi colpiscono acciaio, alluminio, prodotti lattiero-caseari, prodotti ittici, elettrodomestici, abbigliamento e persino carta igienica americani. La ministra dell’Industria Mélanie Joly ha esortato i consumatori ad acquistare prodotti canadesi nell’ambito di un «movimento di resistenza», presentando gli acquisti quotidiani come un’estensione del conflitto commerciale. Il primo ministro Mark Carney, tuttavia, ha riconosciuto il costo immediato di questa posizione: la ritorsione «aumenterà i costi e ridurrà la scelta per i canadesi».

Le fonti con una cornice conservatrice concordano in larga misura sui fatti, ma pongono maggiore enfasi sulla proporzionalità e sul pericolo di un’escalation. Una descrive le contromisure come «una disputa commerciale che non abbiamo scelto», sottolineando al contempo che la risposta di Ottawa è «proporzionata, mirata e strategica». Un’altra evidenzia il rischio che i prezzi più elevati si diffondano tra i beni importati, dai prodotti ittici ai mobili, mentre il governo promette un sostegno finanziario.

Il disaccordo centrale riguarda quindi meno la necessità che il Canada risponda e più ciò che la ritorsione riesce a ottenere. Ottawa sostiene che dazi equivalenti proteggano il potere negoziale, i lavoratori e la dignità nazionale; l’avvertimento economico è che, alla fine, consumatori e imprese potrebbero pagare il prezzo di quel potere negoziale. Un avvocato specializzato in commercio citato nelle fonti ha avvertito che, senza la ripresa dei negoziati, la disputa potrebbe «trasformarsi in una guerra commerciale su vasta scala». Le minacce di Trump di tassare ulteriormente i beni canadesi — e persino di rinominare il lago Ontario — suggeriscono che la de-escalation sia ancora lontana.

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