Storia
28 ago 2026

La UEFA trasforma il piano abbandonato da 4,2 miliardi di dollari della FIFA in una battaglia legale

La UEFA sta preparando una denuncia penale in Svizzera contro il presidente della FIFA Gianni Infantino per una proposta fallita di vendita dei diritti commerciali della Coppa del Mondo, mentre la FIFA e i potenziali investitori non hanno ancora risposto pubblicamente alle accuse.

La UEFA sta intensificando la sua opposizione a Gianni Infantino, trasformandola da rivolta politica interna al sistema di governo del calcio in un potenziale caso penale, accusando il presidente della FIFA di aver cercato di privatizzare preziosi ricavi della Coppa del Mondo a condizioni favorevoli a una ristretta cerchia di investitori.

In un documento depositato presso un tribunale statunitense, la UEFA ha dichiarato di voler ottenere testimonianze e documenti da entità della FIFA in Florida, nonché potenziali prove da Thrive Capital Management a New York, a sostegno di una denuncia prevista in Svizzera. La denuncia potrebbe prendere di mira Infantino e forse altri funzionari della FIFA per presunta cattiva gestione criminale ai sensi del diritto svizzero.

L’interpretazione della UEFA è netta: la proposta FIFA Forward Enterprise non rappresentava una modernizzazione della struttura commerciale dell’organizzazione, bensì un tentativo di trasferire a investitori privati interessi economici permanenti nelle Coppe del Mondo maschile e femminile e nella Coppa del Mondo per Club. Il piano prevedeva che Thrive Capital e altri finanziatori pagassero 4,2 miliardi di dollari per una quota del 20%.

Gli avvocati della UEFA hanno definito tale valutazione una «quotazione fraudolenta, fuori mercato» e hanno sostenuto che l’accordo fosse «un veicolo per consentire a Infantino e a quella ristretta cerchia di acquisire una partecipazione permanente» negli asset di maggior valore della FIFA. La loro critica si concentra non solo sul prezzo, ma anche sulla presunta assenza di un’asta aperta o di una valutazione indipendente.

La precedente opposizione dell’organizzazione era politica: la UEFA aveva minacciato di boicottare le competizioni FIFA, inclusa la prossima Coppa del Mondo maschile, prima che Infantino abbandonasse la proposta il 1° agosto, in seguito all’opposizione di diverse federazioni calcistiche continentali. L’ultima iniziativa alza la posta in gioco, spostando la disputa nei tribunali della Svizzera e degli Stati Uniti.

La FIFA e Thrive Capital non hanno risposto alle richieste di commento, lasciando pubblicamente senza risposta le accuse della UEFA, che non sono state ancora messe alla prova da una versione contrapposta. I documenti legali rappresentano quindi l’interpretazione di una sola parte, ma un’interpretazione in grado di imporre un esame approfondito su chi controlli gli asset più redditizi del calcio e su come tale controllo venga venduto.