Storia
28 ago 2026
Il passo indietro del Canada sui dazi sui prodotti ittici rivela i limiti delle ritorsioni commerciali di Ottawa
Ottawa ha fatto marcia indietro sui dazi sui prodotti ittici dopo gli avvertimenti delle industrie canadesi e statunitensi secondo cui le misure avrebbero potuto danneggiare una filiera integrata dell’aragosta, rivelando la tensione tra sovranità economica e dipendenza commerciale concreta.
Il passo indietro del Canada sui dazi previsti sui prodotti ittici ha messo in luce una netta contraddizione nella sua più ampia strategia commerciale: Ottawa vuole rispondere con fermezza agli ampi dazi statunitensi, ma le sue stesse industrie avvertono che le ritorsioni potrebbero provocare danni interni.
Il Dipartimento delle Finanze ha dichiarato di aver apportato «modifiche mirate per proteggere da danni economici più ampi» dopo aver ricevuto «riscontri» dal settore.1 La decisione esclude pesce e prodotti ittici — tra cui aragoste, ostriche, gamberetti e salmone — da un pacchetto di ritorsioni che altrimenti colpirebbe importazioni statunitensi per 27,6 miliardi di dollari canadesi. Restano in vigore altri controdazi dello stesso valore, mantenendo la risposta più dura di Ottawa ai dazi del 50% imposti da Washington su circa 20 miliardi di dollari statunitensi di merci canadesi.
Per il settore ittico, tuttavia, la politica minacciava un sistema transfrontaliero insolitamente integrato. I trasformatori canadesi dipendono fortemente dalle catture del Maine, tanto che un dirigente del settore ha stimato che l’80% delle aragoste del Maine venga spedito a nord per la lavorazione.2 Il dazio previsto del 25% era inoltre programmato per la stagione di pesca autunnale, quando il Canada acquista circa la metà della produzione di aragoste del Maine.
Inizialmente, i funzionari canadesi avevano presentato le ritorsioni come una difesa della sovranità nazionale ed economica. Ma i rappresentanti del settore hanno affermato che Ottawa non aveva tenuto conto della filiera che stava mettendo a rischio. Kris Vascotto della Nova Scotia Seafood Alliance ha dichiarato che gli operatori erano stati «colti di sorpresa», pur esprimendo al contempo sostegno alla tutela degli interessi economici del Canada.2
Il dietrofront ha quindi ottenuto l’approvazione da entrambe le parti del confine. La leader della Maine Lobstermen’s Association, Patrice McCarron, ha dichiarato che mantenere i prodotti ittici esenti da dazi avrebbe «protetto la nostra filiera condivisa» e impedito danni inutili.2 L’episodio ha inoltre attirato critiche da parte di esponenti politici di entrambi gli schieramenti, suggerendo che la disputa riguardi meno l’ideologia che la logistica: ampie ritorsioni possono proiettare fermezza, ma esenzioni mirate possono essere necessarie quando due economie sono strettamente intrecciate.