Storia
3 set 2026
Il tentativo di Trump di limitare la cittadinanza per diritto di nascita incontra un altro ostacolo giudiziario
Un giudice federale ha sospeso il rinnovato tentativo di Trump di limitare la cittadinanza per diritto di nascita, riaccendendo lo scontro tra potere esecutivo, XIV Emendamento e le contrapposte tesi sul cosiddetto turismo della nascita.
Il rinnovato tentativo del presidente Donald Trump di restringere la cittadinanza per diritto di nascita è stato bloccato prima di poter entrare in vigore, preparando un nuovo confronto legale sui limiti entro i quali il potere esecutivo può ridefinire i diritti costituzionali.
La giudice distrettuale statunitense Deborah Boardman ha emesso un’ingiunzione preliminare che blocca l’ultimo ordine dell’amministrazione, secondo la testata di orientamento liberal, che sottolinea come Boardman sia stata nominata dal presidente Biden e presenta la decisione come una battuta d’arresto per la campagna di Trump contro il «turismo della nascita».1 La fonte conservatrice propone una formulazione più concisa: «Il nuovo ordine di Trump sulla cittadinanza per diritto di nascita bloccato da un giudice federale», concentrando l’attenzione sulla resistenza giudiziaria a un’azione presidenziale anziché sulla controversia in materia di cittadinanza.2
L’amministrazione sostiene che la cittadinanza venga sfruttata da visitatori che entrano negli Stati Uniti per partorire. Trump ha definito la pratica una «vergogna», affermando: «Si stanno comprando un modo per entrare, e non permetteremo che accada».1 Il suo ordine impone alle agenzie federali di impedire o sanzionare l’ingresso legato al turismo della nascita e descrive la cittadinanza come un’eredità che non dovrebbe essere ottenuta attraverso uno «sfruttamento calcolato».1
Gli oppositori vedono la misura in modo diverso: non come una politica mirata di applicazione delle norme sull’immigrazione, ma come un altro tentativo di limitare la cittadinanza per diritto di nascita dopo che la Corte Suprema ha respinto il precedente tentativo di Trump. L’ingiunzione di Boardman riflette l’argomentazione dei ricorrenti secondo cui l’ordine riveduto è ancora in conflitto con il XIV Emendamento e con la giurisprudenza consolidata della Corte Suprema.1
Entrambe le parti presentano il caso come una verifica dell’autorità giuridica. Gli alleati di Trump sottolineano il controllo delle frontiere e il presunto abuso dei visti; i sostenitori dei diritti degli immigrati pongono l’accento sul testo costituzionale e sulla parità di trattamento. Per ora, l’intervento del tribunale mantiene in vigore le regole esistenti mentre la questione più ampia prosegue nel contenzioso.