Storia
3 set 2026

La moneta da 1 dollaro di Trump va esaurita, ma la sua legalità resta in dubbio

La moneta commemorativa di Trump ha trovato rapidamente acquirenti, ma la corsa all’acquisto ha intensificato il dibattito sul fatto che onorare un presidente in carica sulla valuta statunitense violi una legge e una tradizione di lunga data.

La nuova moneta commemorativa da 1 dollaro dell’amministrazione Trump è diventata sia un successo commerciale sia una questione costituzionale: è andata rapidamente esaurita mentre i critici contestano la base giuridica per raffigurare l’immagine di un presidente in carica sulla valuta statunitense.

Dal punto di vista conservatore, la moneta è soprattutto un oggetto da collezione patriottico legato al 250º anniversario della nazione. La U.S. Mint ha promosso il dollaro come un omaggio a «250 anni di grande patrimonio americano», e la domanda è stata così forte da spingere a una produzione aggiuntiva. La sua uscita è stata presentata in modo diretto: la Zecca statunitense vendeva monete da 1 dollaro con l’immagine del presidente Trump per l’anniversario.

La critica liberale considera quel successo irrilevante. Sostiene che l’immagine di Trump si scontri con la consolidata avversione americana a raffigurare leader viventi sul denaro, una tradizione antimonarchica che il Congresso ha rafforzato nel 1866. La moneta ha corso legale, ma i critici osservano che acquistare 25 pezzi da un dollaro costa 61 dollari, rendendola più simile a un souvenir politico di pregio che a una valuta ordinaria.

La disputa ruota attorno a un ambiguo mosaico di leggi. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha richiamato un precedente del 1926, quando il presidente Calvin Coolidge apparve su una moneta durante il sesquicentenario della nazione. Gli oppositori ribattono che restrizioni successive, tra cui una legge del 2005, limitano i presidenti che possono apparire sulle monete. Il professore di economia Gabriel Mathy ha riassunto senza mezzi termini la tensione: «Per quanto mi riguarda, la considererei illegale», pur riconoscendo che le norme sulla valuta spesso funzionano più come consuetudini che come divieti applicabili.

Un giudice federale ha rifiutato di bloccare la moneta, stabilendo che il ricorrente non aveva dimostrato un danno personale concreto, ma ha espressamente evitato di decidere se la moneta fosse legale. Le due parti restano quindi divise: i sostenitori vedono un emblema celebrativo che i consumatori desiderano chiaramente; i critici vedono un’autopromozione presidenziale che sfrutta una zona grigia giuridica. L’esaurimento delle scorte può risolvere la questione di mercato, ma non quella costituzionale.