Storia
5 set 2026
La denuncia sulla cannabis di Sabalenka mette in luce lo scontro culturale degli US Open
La denuncia di Aryna Sabalenka, che ha interrotto il match a causa di un forte odore di cannabis, evidenzia una tensione crescente agli US Open: il consumo legalizzato e tollerato dagli spettatori contro la necessità degli atleti di gareggiare in un ambiente controllato.
La breve interruzione di Aryna Sabalenka agli US Open è stata più di uno strano momento a bordo campo: ha messo in luce l'attrito tra la normalizzata cultura della cannabis a New York e le esigenze dello sport d'élite.
In vantaggio per 3-0 su Kamilla Rakhimova, la campionessa in carica si è avvicinata al giudice di sedia e ha detto: «Qualcuno sta fumando erba, non le dispiace… perché l'odore è fortissimo».1 In seguito ha chiarito di non poter dire se l'odore provenisse dal pubblico o fosse entrato nello stadio dall'esterno, ma ha affermato che era il più intenso avvertito nei suoi anni di competizioni a New York.1
L'interpretazione più misurata è che l'incidente rifletta una realtà urbana ormai familiare. La cannabis è legale a New York e, secondo quanto riportato, l'odore è diventato una presenza ricorrente nell'area del torneo. La stessa Sabalenka ha riconosciuto che gli spettatori possono «fumare quello che vogliono» e rilassarsi, ma non vicino ai giocatori che cercano di competere al meglio.1 La sua denuncia, quindi, non era tanto una richiesta di proibizione quanto una richiesta di porre dei limiti.
Una lettura nettamente diversa considera l'episodio la prova di un più ampio declino degli standard del torneo. Un commentatore conservatore ha descritto gli US Open come un torneo che si sta guadagnando la reputazione di luogo di «dissolutezza» e ha sostenuto che l'odore di marijuana sia diventato un problema per gli atleti, non soltanto una caratteristica eccentrica del pubblico.2 Il rimedio proposto — spostare il consumo verso prodotti commestibili — sottolinea il contrasto: i sostenitori e i venditori di cannabis considerano il consumo ricreativo parte dell'esperienza dei tifosi, mentre i critici vedono il fumo che si diffonde durante la competizione come un'intrusione evitabile.
Entrambe le prospettive concordano sul fatto centrale: la legalizzazione non ha risolto le questioni relative alla vicinanza, alla cortesia o ai controlli. Sabalenka ha infine vinto 6-3, 6-4 senza perdere un set, ma l'episodio ha aggiunto una distrazione fuori dal campo a un torneo in cui sta già cercando di ritrovare la forma e conservare il primo posto in classifica. La vera questione non è se i tifosi possano consumare cannabis, ma se gli atleti debbano subirne le conseguenze mentre giocano.