Storia
14 set 2026

Una terza morte per morbillo in Pennsylvania inasprisce lo scontro su come conteggiare l’epidemia

La morte di una donna di 40 anni in Pennsylvania mette in luce la gravità dell’epidemia di morbillo nello Stato, mentre una disputa sui precedenti decessi di neonati rivela un conflitto più ampio sulla segnalazione dei dati di sanità pubblica.

L’epidemia di morbillo in Pennsylvania ha causato un’altra probabile vittima, intensificando le preoccupazioni per una malattia spesso liquidata come un’infezione infantile e riaccendendo una disputa su come classificare i decessi collegati all’epidemia.

Una donna di 40 anni della contea di Jefferson è morta sabato per complicazioni associate al morbillo, secondo l’ufficio del coroner della contea. L’ufficio ha definito il decesso il primo della contea correlato al morbillo; in precedenza, le autorità statali avevano riferito di due decessi nella contea di Lancaster. L’ultimo caso porta a tre il bilancio ufficiale delle vittime dell’epidemia, sebbene il dipartimento della Salute della Pennsylvania non avesse ancora incluso il decesso nel suo aggiornamento più recente.

Le autorità sanitarie locali hanno sottolineato i rischi della malattia per tutte le fasce d’età. «Molte persone associano il morbillo a una malattia infantile, ma può portare a gravi complicazioni in individui di qualsiasi età», ha dichiarato il vice coroner Jason Stiver. Ha descritto il morbillo come altamente contagioso e in grado di causare gravi patologie respiratorie, ricoveri ospedalieri e, in rari casi, la morte.

Questa valutazione è in linea con gli avvertimenti più ampi delle autorità di sanità pubblica: lo Stato aveva registrato quasi 700 casi in 37 contee, con focolai concentrati nelle contee di Lancaster e Mifflin. L’interpretazione opposta arriva dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., che ha messo in discussione il conteggio della Pennsylvania relativo ai due precedenti decessi di neonati. Kennedy ha affermato che uno dei decessi riguardava una rara patologia genetica e ha sostenuto che l’altro fosse dovuto a una lacerazione della milza, non al morbillo.

Il disaccordo non cancella il fatto centrale dell’ultimo caso: una persona adulta precedentemente sana, la cui privacy familiare le autorità si sono impegnate a tutelare, è morta nel corso dell’epidemia. Tuttavia, mette in luce la posta in gioco politica del conteggio. Le autorità di sanità pubblica presentano i decessi come prova del fatto che il morbillo può causare gravi conseguenze, mentre la ricostruzione di Kennedy restringe il conteggio ufficiale e contesta il nesso causale nei casi precedenti. Il risultato è uno scontro non solo sui numeri, ma anche su quanto urgentemente si debba comprendere la portata dell’epidemia.