Storia
15 set 2026

La conquista delle isole da parte degli Houthi trasforma un’avanzata locale in un rischio globale per il petrolio

La conquista di due isole del Mar Rosso da parte degli Houthi viene presentata sia come un’espansione strategica sia come una minaccia crescente per la navigazione, le forniture energetiche e i civili in tutta la regione.

La conquista di due isole nel Mar Rosso meridionale da parte degli Houthi ha acuito un conflitto che non è più confinato allo Yemen: i guadagni territoriali del gruppo sollevano interrogativi sul controllo di un vitale corridoio marittimo e sulla resilienza delle forniture globali di petrolio.

La versione progressista presenta l’avanzata come parte di una rapida campagna lungo la costa dello Yemen, dopo la conquista riferita di Mokha e dell’isola di Perim, nei pressi dello stretto di Bab al-Mandab. Sottolinea la geografia strategica: le isole Hanish Maggiore e Hanish Minore si trovano a circa 160 km a nord del punto di passaggio obbligato che collega il Mar Rosso all’oceano aperto e ai principali mercati asiatici. La lettura conservatrice è più circoscritta ma precisa, descrivendo la mossa come la conquista di “altre isole chiave” che rafforza la presa degli Houthi sulle rotte marittime.

Entrambe le prospettive individuano lo stesso pericolo centrale — la trasformazione dei guadagni sul campo di battaglia in una leva sul traffico commerciale — ma il resoconto progressista insiste sulle più ampie conseguenze umanitarie ed economiche. Secondo quanto riferito, quasi 94.000 yemeniti hanno abbandonato le proprie case questo mese, mentre le scuole sono state trasformate in rifugi e migliaia di persone hanno attraversato il mare fino a Gibuti. L’avanzata porta inoltre le forze houthi a circa 32 km da una base militare statunitense nel Corno d’Africa.

Le implicazioni per l’energia potrebbero estendersi ben oltre il Mar Rosso. L’interruzione dell’oleodotto est-ovest dell’Arabia Saudita ha messo a rischio tra 2,6 e 4 milioni di barili al giorno di spedizioni, secondo Rystad Energy. “Qualsiasi interruzione prolungata e la conseguente perdita di forniture potrebbero facilmente spingere i prezzi al livello successivo”, ha dichiarato l’analista Tim Waterer. Il greggio Brent è successivamente salito a 106,92 dollari al barile, mentre le riserve tampone globali, già esaurite, offrono una protezione minore contro ulteriori shock.

Gli Houthi affermano di non voler interrompere tutte le attività di navigazione commerciale, ma solo quelle delle navi collegate all’Arabia Saudita. Tuttavia, questa distinzione potrebbe offrire ben poco conforto agli operatori o ai governi regionali: anche un’interruzione selettiva nei pressi di un importante punto di passaggio obbligato può amplificare i guadagni militari trasformandoli in una crisi più ampia.