Storia
17 set 2026

La legge sulle sanzioni contro la Russia offre a Trump più leva—e ai democratici più motivi di preoccupazione

Il Congresso ha inviato a Trump un ampio pacchetto di sanzioni contro Russia e Iran, ma il voto bipartisan cela una netta disputa sul fatto che l’ampliamento dei poteri tariffari farà pressione su Mosca o danneggerà gli americani e indebolirà il sostegno all’Ucraina.

La Camera ha inviato al presidente Donald Trump un ampio disegno di legge sulle sanzioni contro Russia e Iran, trasformando una misura presentata come un’arma contro Mosca in un test di quanto potere tariffario il Congresso sia disposto a concedere alla Casa Bianca.

Il Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act è stato approvato con 262 voti contro 159, con il sostegno di 58 democratici e l’opposizione di sette repubblicani. Il provvedimento imporrebbe sanzioni a funzionari russi, oligarchi, banche e interessi energetici, estenderebbe le penalità contro l’Iran e autorizzerebbe dazi fino al 100% sui principali acquirenti di petrolio e gas russi. Il disegno di legge include inoltre la facoltà presidenziale di concedere deroghe ed eccezioni per i Paesi che riducono la loro dipendenza dall’energia russa.

I sostenitori presentano questa flessibilità come il principale punto di forza della legislazione. Il deputato repubblicano Michael McCaul ha sostenuto che «si possono eludere le sanzioni ... ma non si possono eludere i dazi», definendo i dazi «i denti di questa legge». Da questa prospettiva, la misura chiude le scappatoie che hanno permesso ai ricavi dell’energia russa di continuare a finanziare la guerra e offre a Trump la leva per spingere il presidente Vladimir Putin verso i negoziati.

Gli oppositori democratici riconoscono la necessità di fare pressione sulla Russia, ma respingono il meccanismo. Il deputato Gregory Meeks e i suoi colleghi hanno affermato che il disegno di legge «amplierebbe drasticamente i poteri presidenziali in materia di dazi», facendo aumentare i prezzi e potenzialmente indebolendo il sostegno a lungo termine all’Ucraina. Il deputato Richard Neal è stato più diretto, avvertendo che il testo non offre «alcuna garanzia» che Trump non possa usare i dazi contro la stessa Ucraina.

La posizione conservatrice si concentra quindi sulla deterrenza e sulla flessibilità presidenziale; quella liberale sull’applicazione delle misure, sulla responsabilità e sulle ricadute economiche. Anche alcuni democratici che si sono opposti al disegno di legge hanno riconosciuto la posta in gioco per l’Ucraina, mentre i moderati Jared Golden e Marie Gluesenkamp Perez hanno contribuito a portarlo avanti. Il risultato è un pacchetto di sanzioni la cui etichetta bipartisan nasconde un disaccordo fondamentale: se la concentrazione del potere esecutivo renderà più incisiva la pressione sulla Russia o trasformerà la politica in un’altra fonte di instabilità in patria e all’estero.