Storia
18 set 2026

Il paragone di Hasan Piker con al-Qaeda offre ai repubblicani una nuova arma contro i democratici

L’affermazione di Hasan Piker secondo cui gli Stati Uniti hanno causato più morti di al-Qaeda ha innescato uno scontro politico sulla libertà di parola, la responsabilità e il legame di Abdul El-Sayed con lo streamer.

Il paragone di Hasan Piker tra la politica estera americana e al-Qaeda è diventato un test per capire se i democratici prenderanno le distanze da un importante alleato online o difenderanno l’argomentazione alla base della sua provocazione.

I critici conservatori presentano le sue dichiarazioni come la prova di una più ampia politica antiamericana. L’articolo del Washington Examiner sostiene che il sostegno di Piker al candidato al Senato del Michigan Abdul El-Sayed offra ai repubblicani l’opportunità di descrivere il democratico come allineato a una retorica estremista. Il deputato Josh Gottheimer ha definito il paragone “non casuale”, accusando Piker di aver costruito “un marchio sull’odio antiamericano”. Anche il candidato repubblicano Mike Rogers ha definito El-Sayed “il candidato più antiamericano dell’intero Paese”.

Un secondo resoconto presenta la controversia in termini altrettanto accusatori, descrivendo Piker come un “comunista radicale” e sottolineando la sua precedente affermazione secondo cui l’America “si meritava l’11 settembre”. Inoltre, amplifica l’accusa di Stephen Miller secondo cui i democratici si sono “schierati con i jihadisti nella guerra al terrorismo”. Questa interpretazione considera i commenti di Piker non come osservazioni isolate, ma come la prova di una cattura ideologica all’interno del Partito Democratico.

La spiegazione dello stesso Piker si concentra più specificamente sulla condotta militare degli Stati Uniti. Nell’intervista ad Axios riferita, ha detto che “a parità di peso, per quanto riguarda il numero di morti”, l’America era peggiore di al-Qaeda, sottolineando al contempo che “questo non significa che tutti gli americani siano terroristi”. La sua difesa è un’argomentazione sulla violenza di Stato e sulla responsabilità; i suoi oppositori la interpretano come un’equivalenza morale con un’organizzazione terroristica.

El-Sayed ha definito Piker uno “streamer di Twitch” che non parla a nome della campagna, pur riconoscendo che la precedente dichiarazione sull’11 settembre era “una frase stupida”. Altri democratici hanno liquidato Piker come una “messinscena”. La questione politica ora è se questa presa di distanza sarà sufficiente per gli elettori o se permetterà ai repubblicani di definire il rapporto al posto loro.