Storia
22 set 2026
L’accordo sulla Groenlandia calma la crisi artica senza risolvere chi la controlla
L’accordo sulla sicurezza della Groenlandia viene salutato come una svolta per la NATO, ma i suoi termini non divulgati lasciano irrisolte la sovranità, l’approvazione parlamentare e le ambizioni di Washington.
L’accordo sulla sicurezza della Groenlandia ha allentato una disputa allarmante tra Washington, Copenaghen e Nuuk, ma potrebbe aver sostituito la minaccia di uno scontro con una nuova battaglia sull’interpretazione.
La risposta del Canada riflette il valore dell’accordo sul piano della sicurezza. Il ministro della Difesa David McGuinty ha definito l’accordo “incoraggiante” e ha affermato che potrebbe offrire “un modo per andare avanti insieme e proteggere quel particolare fianco”, inserendo il patto nel quadro delle più ampie responsabilità della NATO nell’Artico.1 Da questa prospettiva, una cooperazione più stretta tra Stati Uniti e Danimarca rafforza una regione vulnerabile e integra gli sforzi del Canada per difendere l’Artico.
Anche i funzionari danesi e groenlandesi hanno presentato l’accordo come un successo diplomatico, ma con molta più cautela. Il ministro degli Esteri danese ha affermato che un patto vincolante dovrebbe rafforzare la sicurezza “rispettando al contempo le linee rosse del Regno”, mentre i leader groenlandesi hanno accolto con favore un accordo che, a loro dire, potrebbe sostenere sia la difesa collettiva sia il proseguimento dello sviluppo del territorio.2 L’attivista groenlandese per la sovranità Orla Joelsen si è spinta oltre, sostenendo che il testo riconosce l’integrità territoriale della Danimarca e il diritto dei groenlandesi all’autodeterminazione.2
La contraddizione centrale risiede in ciò che Washington afferma di aver ottenuto. Il presidente Trump ha descritto l’accordo come un’intesa che garantisce agli Stati Uniti “il controllo permanente sulla sicurezza e su tutte le altre necessità” in Groenlandia. Il segretario di Stato Marco Rubio lo ha definito una “grande vittoria” che garantisce gli interessi di sicurezza degli Stati Uniti “a costo zero per il contribuente statunitense”.
3 Tuttavia, Danimarca e Groenlandia non hanno confermato pubblicamente quei termini così ampi, e i funzionari danesi affermano che è ancora necessaria l’approvazione parlamentare.
Questa discrepanza è importante. L’accordo potrebbe rafforzare il coordinamento della NATO e ridurre le tensioni immediate, ma gli obblighi non divulgati, la possibile espansione delle basi statunitensi e le questioni irrisolte sulla sovranità lasciano intatto il conflitto politico. Per Copenaghen e Nuuk, è uno scudo negoziato; per Washington, sembra essere una rivendicazione di un controllo strategico duraturo.