Storia
23 set 2026

La sparatoria di Austin mette sotto accusa l’uso della forza da parte dell’ICE e il suo controllo sull’indagine

La sparatoria del corriere venezuelano Wilber Rafael Garces Perez ha messo in luce una profonda divisione su quanto accaduto e su chi dovrebbe indagare. I critici citano un presunto uso eccessivo della forza e cure mediche inadeguate, mentre il DHS sottolinea il suo ordine di espulsione e definisce l’incidente un’operazione legittima.

Una sparatoria dell’ICE ad Austin è diventata una disputa su due questioni: se gli agenti federali abbiano usato una forza ingiustificata contro un corriere venezuelano e se l’agenzia accusata di aver sparato possa indagare equamente su se stessa.

Wilber Rafael Garces Perez, 28 anni, è stato colpito dopo un incontro con l’ICE mentre effettuava una consegna per DoorDash. Le ricostruzioni concordano sul fatto che sia stato ferito e preso in custodia federale, ma divergono nettamente sui momenti precedenti agli spari. Il suo avvocato sostiene che un furgone dell’ICE senza contrassegni abbia urtato lateralmente la sua auto due volte prima che un agente gli sparasse alla nuca; un video descritto da resoconti di orientamento liberal sembra mostrare un agente sparare tre volte contro un veicolo quasi fermo. La sequenza precisa resta irrisolta.

Il trattamento riservato a Garces Perez ha acuito la controversia. Il suo legale afferma che il proiettile sia rimasto conficcato vicino alla colonna vertebrale, che non abbia ricevuto antidolorifici e che sia stato trasferito da un ospedale a una struttura dell’ICE senza cure adeguate. I resoconti conservatori ripetono queste accuse, ma le affiancano alla versione del governo: il DHS afferma che Garces Perez sia entrato illegalmente, avesse un ordine di espulsione definitivo e sia stato colpito durante un’“operazione di polizia”.

Il punto di maggiore convergenza è la richiesta di accertare i fatti. Il sindaco di Austin Kirk Watson e il rappresentante Greg Casar hanno chiesto un’indagine indipendente e la pubblicazione dei filmati delle body cam, sostenendo che l’ICE non goda di credibilità presso l’opinione pubblica. Il DHS, tuttavia, afferma che Homeland Security Investigations stia conducendo l’indagine con l’assistenza dell’FBI: una struttura che i critici considerano intrinsecamente compromessa perché l’HSI fa parte dell’ICE.

La contrapposizione politica è altrettanto netta. I critici considerano la sparatoria una prova di una campagna sull’immigrazione sempre più aggressiva e di una mancanza di responsabilità. Il DHS e i media conservatori mettono in primo piano lo status migratorio e l’espulsione, sottolineando al contempo le proteste, i veicoli della polizia danneggiati e gli arresti. Questi fatti non risolvono la questione della sparatoria in sé, ma mostrano quanto rapidamente un’indagine sull’uso della forza sia diventata un referendum sulla politica delle espulsioni.

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