Storia
22 set 2026

La difesa prende di mira il giurato dissenziente mentre il caso Clancy si concentra sulla malattia mentale e sull’indipendenza della giuria

La difesa di Lindsay Clancy chiede un’indagine sul giurato che ha bloccato un verdetto di non imputabilità, mentre il suo avvocato sostiene che i giurati devono essere liberi di seguire le prove. La disputa potrebbe determinare se il processo sarà ripetuto o archiviato.

Il processo annullato per il caso del triplice omicidio di Lindsay Clancy ha aperto una nuova battaglia sulla giuria stessa: la sua difesa sostiene che l’unico giurato dissenziente potrebbe aver violato le regole dell’aula, mentre i suoi sostenitori affermano che viene punito per essere giunto a una conclusione impopolare.

Gli avvocati di Clancy hanno chiesto al giudice di indagare sul presunto uso del cellulare da parte di Michael Desronvil durante le deliberazioni, sulle sue risposte a un questionario per i giurati e sulle dichiarazioni rese durante l’interrogatorio da parte del tribunale. Chiedono inoltre l’archiviazione del procedimento penale, sostenendo che il giudice avrebbe dovuto sostituire il giurato dissenziente con un supplente invece di dichiarare nullo il processo. La difesa afferma che le notizie secondo cui Desronvil si sarebbe rifiutato di applicare il criterio del ragionevole dubbio hanno minacciato il diritto costituzionale di Clancy a una giuria imparziale.

La divisione alla base del caso era netta. Undici giurati erano pronti a dichiarare Clancy non penalmente responsabile, accettando l’argomentazione della difesa secondo cui la psicosi post-partum l’aveva sopraffatta quando uccise i suoi tre figli. Solo Desronvil si schierava con i procuratori, i quali sostenevano che lei comprendesse e avesse pianificato le proprie azioni. Non è stato accusato di illeciti, sebbene secondo quanto riferito gli altri giurati lo considerassero inflessibile.

L’avvocato di Desronvil, Edward Paltzik, ha presentato la disputa in termini nettamente diversi. Ha detto che il suo cliente rilascerà presto una dichiarazione personale e ha difeso il suo diritto a seguire le prove “libero dal timore di ritorsioni”. In precedenza Desronvil aveva detto di “non avere alcun dubbio” che Clancy sapesse cosa stava facendo e che le prove fisiche e le testimonianze dimostrassero la pianificazione.

Le tesi contrapposte mettono in luce la tensione centrale del caso: se il processo annullato rifletta il fatto che un giurato si sia opposto impropriamente alla legge o un legittimo disaccordo sulla responsabilità penale. I procuratori non hanno detto se ripeteranno il processo a Clancy. Il suo ex marito, Patrick Clancy, ha chiesto un approccio più compassionevole alla malattia e alla responsabilità, affermando che la compassione “non significa nessuna responsabilità”. La decisione del giudice sulle istanze della difesa potrebbe ora stabilire se quel dibattito proseguirà o meno in un secondo processo.