Storia
23 set 2026

La vittoria di Paramount nella fusione lascia il consiglio incaricato di garantire l’indipendenza promessa dalla CNN di fronte al suo primo test di credibilità

Un accordo spiana la strada all’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount, ma giornalisti e sostenitori dei media dubitano che un consiglio nominato dall’azienda possa proteggere CNN e CBS News dall’influenza politica e aziendale.

L’accordo di Paramount con 12 Stati rimuove un importante ostacolo legale alla proposta acquisizione di Warner Bros. Discovery, ma non risolve la disputa più profonda su chi controllerà il giornalismo di CNN e CBS News.

L’accordo prevede la creazione, entro 180 giorni dalla conclusione dell’operazione, di un consiglio di cinque membri per l’indipendenza editoriale. I suoi membri, ciascuno dei quali dovrà avere almeno dieci anni di esperienza nel giornalismo, si occuperanno delle controversie relative a parzialità nella copertura, standard etici e presunte interferenze da parte della dirigenza o della proprietà. Non più di due membri potranno appartenere allo stesso partito politico.

I sostenitori presentano il consiglio come una garanzia vincolante. Il procuratore generale del Connecticut William Tong, che aveva chiesto la completa cessione delle reti, ha dichiarato che il meccanismo «contribuirà in modo significativo a proteggere l’indipendenza editoriale di entrambe le organizzazioni giornalistiche». David Ellison, la cui famiglia è stata sottoposta a esame per i suoi legami con l’amministrazione Trump, ha analogamente promesso che i giornalisti della CNN risponderanno «ai fatti e a tutte le persone che servono – non a un partito o a una causa».

Gli scettici considerano il rimedio molto più debole. L’ex anchor della CNN Jim Acosta ha liquidato il piano definendolo «un errore colossale» e prevedendo che la dirigenza potrebbe licenziare giornalisti di spicco per spingere gli altri ad adeguarsi. Un dipendente della CBS lo ha definito «spazzatura totale», mentre Jessica J González, dirigente di Free Press, ha sostenuto che «un falso comitato di supervisione bipartisan non salverà la CNN».

Il contrasto riguarda in ultima analisi il potere, non la missione dichiarata del consiglio. L’ex responsabile di redazione della CNN Frank Sesno ha affermato che un gruppo consultivo potrebbe offrire «analisi, riscontri, critica ed equilibrio», ma solo se i suoi membri fossero realmente impegnati in un giornalismo basato sui fatti e comprendessero le pressioni del settore. I critici ribattono che, poiché è l’azienda stessa a nominare il gruppo, la sua indipendenza potrebbe essere strutturale anziché reale. L’accordo potrebbe quindi preservare un controllo formale sulla proprietà, lasciando però alla redazione il compito di verificare se tale controllo sia in grado di resistere alla proprietà stessa.