Storia
25 set 2026

L’accordo sulla Groenlandia dà a Trump il controllo strategico senza risolvere la disputa sulla sovranità

Un nuovo patto di sicurezza tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia amplia la portata militare di Washington in tutta la Groenlandia, preservando formalmente la sovranità danese e groenlandese e mettendo in luce una netta divisione tra vantaggi strategici e controllo politico.

Il nuovo accordo sulla sicurezza della Groenlandia garantisce agli Stati Uniti un accesso militare senza precedenti all’isola artica, senza però risolvere la questione centrale che aleggia sull’intesa: chi controllerà in ultima analisi il futuro della Groenlandia?

I sostenitori presentano il patto come una svolta strategica. La Casa Bianca lo ha definito «fondamentale per la sicurezza nazionale e la difesa degli Stati Uniti nella regione artica», mentre l’accordo consente di ampliare le operazioni statunitensi presso la Pituffik Space Base e prevede la possibilità di nuove basi a Narsarsuaq e Mestersvig. Il segretario di Stato Marco Rubio lo ha descritto come «una grande vittoria per gli Stati Uniti», sostenendo che protegga permanentemente gli interessi americani nell’Artico «a costo zero per i contribuenti statunitensi».

L’accordo riflette anche la crescente preoccupazione per la Russia e la Cina. Vieta ai Paesi non appartenenti alla NATO di stabilire basi in Groenlandia senza l’approvazione delle tre parti e rafforza il controllo sugli investimenti stranieri. Rubio ha dichiarato che il patto crea un «accordo senza precedenti» che rafforza la sicurezza degli Stati Uniti nell’Artico.

Il testo, tuttavia, preserva lo status formale della Groenlandia all’interno del Regno di Danimarca e afferma il diritto della Groenlandia all’autodeterminazione. La prima ministra danese Mette Frederiksen ha dichiarato che esso rispetta sia l’«integrità territoriale» del regno sia le future scelte della Groenlandia. Anche il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen ha affermato che l’isola riconosce la minaccia alla sicurezza di lungo periodo e che l’accordo dovrebbe dissipare i dubbi sulla lealtà della Groenlandia.

La tensione risiede nel divario tra queste rassicurazioni e il linguaggio del presidente Trump. Ha dichiarato che il patto garantisce a Washington «il controllo permanente sulla sicurezza e su tutte le altre necessità» in Groenlandia, con l’autorità di impedire agli avversari di stabilire una presenza o di effettuare investimenti sensibili. In pratica, l’accordo amplia il controllo americano; sul piano politico, lascia intatta la sovranità. Questa ambiguità può assicurare la cooperazione per ora, ma non pone fine alla disputa sull’autonomia della Groenlandia — né alle ambizioni di Trump.