Storia
28 set 2026

La tregua sui dazi tra Stati Uniti e Cina allenta la pressione senza risolvere il conflitto commerciale

Washington e Pechino hanno concordato di ridurre i dazi su circa 30 miliardi di dollari di merci e di avviare colloqui sull’intelligenza artificiale, ma la svolta limitata lascia irrisolta la disputa commerciale più ampia.

L’ultimo accordo tra Stati Uniti e Cina abbassa la tensione dello scontro commerciale senza porvi fine. Le riduzioni dei dazi offrono alle imprese un sollievo temporaneo, mentre i dettagli irrisolti di un accordo più ampio restano la prova centrale per capire se la tregua possa reggere.

Un resoconto conservatore presenta l’esito principalmente come un semplice accordo per ridurre i dazi dopo la visita del presidente cinese Xi Jinping a Washington. La sua impostazione sottolinea la concessione economica immediata, ma offre poche prove che le controversie di fondo siano state risolte.

Il resoconto più dettagliato da Pechino descrive un pacchetto più ampio: una riduzione reciproca dei dazi di circa 30 miliardi di dollari, la creazione di un consiglio commerciale e l’estensione dei precedenti negoziati di Kuala Lumpur. La Cina ha inoltre dichiarato che le due parti avrebbero avviato un dialogo sull’intelligenza artificiale, istituito un canale per gli incidenti legati all’IA e proseguito i colloqui durante una proroga di due mesi dell’attuale tregua sui dazi.

Questo contrasto è importante. La prima prospettiva evidenzia un risultato concreto; la seconda lo inserisce in un quadro diplomatico più ampio. Tuttavia, nessuno dei due resoconti indica una soluzione decisiva della disputa commerciale. Il vertice ha prodotto quella che il rapporto dettagliato ha definito “diplomazia personale piuttosto che grandi svolte pubbliche”, suggerendo che l’impegno politico abbia superato la risoluzione concreta.

L’agenda si è estesa anche oltre il commercio, includendo la cooperazione nell’ambito degli incontri dell’Asia-Pacific Economic Cooperation e del Gruppo dei 20, nonché le posizioni sugli obblighi nucleari dell’Iran e sui pedaggi di transito nelle vie d’acqua internazionali. Queste aggiunte ampliano il canale diplomatico, ma possono anche rendere più difficile valutare l’accordo. Per ora, il taglio dei dazi va inteso soprattutto come una pausa — e una base per i negoziati — piuttosto che come una svolta che abbia risolto la rivalità tra Stati Uniti e Cina.