Storia
28 set 2026
La caotica vittoria dell’Australia sul Sudafrica rivela sia potenziale sia fragilità
L’Australia ha sorpreso i campioni del mondo del Sudafrica, imponendosi 42-38 a Perth e sopravvivendo a un finale frenetico dopo l’espulsione di quattro Wallabies. La vittoria segnala progressi concreti, ma espone anche i rischi difensivi e disciplinari in vista della Coppa del Mondo del prossimo anno.
La vittoria per 42-38 dell’Australia sul Sudafrica a Perth è stata un trionfo costruito sulla contraddizione: i Wallabies sono sembrati capaci di travolgere i campioni del mondo, per poi rischiare di perdere tutto in un crollo durato sette minuti.
L’Australia conduceva 42-17 dopo la meta di Max Jorgensen al 64° minuto, apparentemente avviata verso una vittoria storica. Invece, Harry Wilson, Ryan Lonergan, Joseph-Aukuso Suaalii e Hunter Paisami sono stati tutti espulsi in rapida successione, lasciando i padroni di casa con soli 11 giocatori nella fase più drammatica della partita. La lettura più prudente considera il risultato una prova di carattere, con l’allenatore Les Kiss che ha elogiato “lo spirito e il legame dello spogliatoio” che hanno permesso all’Australia di superare un finale straordinario.1
L’interpretazione più ampia è che il caos abbia reso la vittoria più significativa, ma anche più rivelatrice. Un’analisi l’ha definita “il tipo di situazione che non si era mai verificata prima nel rugby union d’élite: avanti di così tanto, ma con così poche mani”,2 cogliendo sia la natura surreale della sfida sia la pressione tattica imposta alla difesa australiana.
Il vantaggio numerico è stato sfruttato dal Sudafrica, che ha ridotto lo svantaggio a 42-31 e sottoposto ripetutamente a pressione una linea difensiva dei Wallabies diventata pericolosamente esigua. Eppure i giocatori australiani rimasti hanno attraversato il campo in ogni direzione, provocato errori e resistito a lunghi periodi di pressione. Il fallo per ostruzione commesso tardi dagli Springboks ha infine posto termine alla minaccia, mentre i giocatori australiani rientrati dal sin-bin hanno aiutato l’Australia a concludere con 13 uomini.
Le diverse prospettive finiscono per convergere sul significato della vittoria. È stato il primo successo di prestigio dell’Australia sotto la guida di Kiss e una dichiarazione di forza importante a un anno dalla Coppa del Mondo in casa. Ma il punteggio avverte anche che disciplina, organizzazione difensiva e sangue freddo restano problemi irrisolti. I Wallabies hanno trovato fiducia; contro il Sudafrica, hanno anche scoperto quanto rapidamente quella fiducia possa essere messa alla prova.