Storia
28 set 2026
Il verdetto di colpevolezza del Manchester City potrebbe trasformare un’epoca d’oro nella grande macchia del calcio
Il verdetto sulle ampie violazioni finanziarie del Manchester City ha riaperto la questione della legittimità dei suoi trofei. I critici chiedono una punizione severa, mentre i sostenitori e il club insistono sul rispetto del giusto processo e difendono quanto accaduto sul campo.
L’inarrestabile serie di successi del Manchester City si trova ora ad affrontare una crisi di credibilità che va ben oltre una possibile penalizzazione in classifica o una retrocessione. La questione centrale è se i trofei vinti durante le presunte violazioni possano ancora essere considerati successi sportivi.
L’interpretazione più severa arriva dal Guardian, secondo cui il verdetto getta una «cupa ombra» sui sette titoli di Premier League, sulle sei League Cup, sulle tre FA Cup e sul trionfo in Champions League del City nel periodo oggetto d’indagine.1 La conclusione è categorica: se le risultanze saranno confermate in appello, la punizione dovrebbe essere «esemplare e severa», perché il caso minaccia l’integrità del calcio inglese.1
Una seconda prospettiva si concentra meno sul simbolismo e più sulle conseguenze. Il verdetto potrebbe innescare richieste di risarcimento da parte dei club privati di titoli, posti nelle competizioni europee, premi in denaro o persino della permanenza in Premier League. Il paragone con l’Everton — la cui singola violazione finanziaria ha portato a una penalizzazione in classifica e a un risarcimento danni — fa apparire la condotta contestata al City potenzialmente molto più grave. Tuttavia, questa posizione riconosce anche le complicazioni giuridiche e sportive: riassegnare retroattivamente i titoli potrebbe creare un diverso tipo di ingiustizia, poiché i club rivali potrebbero aver cambiato le proprie priorità ritenendo che il City fosse legittimamente imbattibile.2
I sostenitori e gli ex esponenti del City tracciano una distinzione più netta tra la sala del consiglio e il campo. Noel Gallagher ha dichiarato che i tifosi «sanno ciò che hanno visto» e che i giocatori vinsero il titolo del 2012 sul campo, anche se ora gli osservatori esterni lo considerano macchiato.3 L’ex presidente David Bernstein, tuttavia, ha affermato che il successo è stato offuscato e ha avvertito che il denaro da solo non costituirebbe una punizione adeguata.3
Il City continua a negare ogni illecito e sostiene che il procedimento non sia concluso, mentre le autorità hanno chiesto un appello più rapido e trasparente. La preoccupazione condivisa è che i ritardi aggraveranno i danni; il disaccordo riguarda il fatto che la memoria sportiva possa sopravvivere a una condotta finanziaria illecita. Per il City, l’appello riguarda la riabilitazione giuridica. Per la Premier League, è una prova della possibilità che la ricchezza possa mai porre un club al di sopra di una reale responsabilità.