Storia
29 set 2026
Il rilascio dei sospettati di RAF Fairford mette in luce una netta frattura su un presunto complotto terroristico sostenuto dall’estero
Cinque uomini britannici arrestati vicino a RAF Fairford sono stati rilasciati su cauzione mentre gli investigatori mantenevano aperte diverse ipotesi. Funzionari statunitensi hanno indicato un possibile coinvolgimento straniero, mentre la polizia britannica ha dichiarato che non vi era alcun legame confermato con l’Iran e che non erano stati trovati esplosivi.
Il rilascio su cauzione di cinque uomini britannici arrestati vicino a RAF Fairford ha messo in luce un divario crescente tra l’allarme politico a Washington e la posizione più cauta degli investigatori britannici.
I sospettati, tutti cittadini britannici sulla ventina residenti a Londra, sono stati fermati dopo le segnalazioni di tre furgoni diretti verso la base aerea del Gloucestershire, che supporta le operazioni militari statunitensi. La polizia ha inizialmente indagato su possibili reati legati agli esplosivi e sulla preparazione di un atto terroristico, ma nei veicoli non sono stati trovati esplosivi. Gli uomini restano sottoposti a rigorose restrizioni mentre l’indagine prosegue.1
I funzionari britannici dell’antiterrorismo hanno evitato di stabilire un movente. Il vicecommissario Laurence Taylor ha dichiarato che gli investigatori stavano «mantenendo una mente aperta» ed esaminavano la possibilità che l’incidente coinvolgesse «mandatari, o individui che lavoravano consapevolmente o inconsapevolmente per conto di uno Stato straniero».1 Questa formulazione lascia aperta l’ipotesi di un legame con l’Iran, ma non ne stabilisce l’esistenza. L’ambasciata iraniana ha negato qualsiasi coinvolgimento.
L’interpretazione americana è stata decisamente più netta. Il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che il presunto complotto «coinvolge chiaramente l’intervento di un attore straniero», sebbene non abbia presentato pubblicamente alcuna prova.1 Anche il presidente Donald Trump ha suggerito che il caso «potrebbe» essere collegato all’Iran e ha dichiarato che non avrebbe rilasciato i sospettati su cauzione.1
La copertura vicina alle posizioni conservatrici ha amplificato questa lettura incentrata sulla sicurezza, sottolineando le affermazioni secondo cui le autorità statunitensi avevano collaborato con la Gran Bretagna «per molto tempo» per identificare i sospettati che si sarebbero diretti alla base per compiere un attacco.2 Ha inoltre posto in primo piano la conferma della polizia che tutti e cinque i fermati erano cittadini britannici.3
Il contrasto centrale non riguarda quindi la gravità degli arresti, ma ciò che si può ragionevolmente dedurre da essi. I funzionari britannici descrivono un’indagine complessa con diverse possibili linee investigative; i politici statunitensi e la stampa a loro favorevole presentano la regia straniera come la spiegazione principale. Per ora, la decisione di concedere la cauzione e l’assenza di esplosivi offrono più motivi per la cautela che per la certezza.