Storia
30 set 2026

Il caso di stupro alla Cornell riaperto mentre si scontrano versioni contrastanti

Una nuova indagine penale alla Cornell sta riportando sotto esame versioni contestate sull'intossicazione, il consenso e la gestione istituzionale del caso, mentre i documenti recentemente resi pubblici offrono interpretazioni nettamente diverse di quanto accaduto.

La riapertura di un'indagine penale su un presunto stupro di gruppo alla Cornell ha riportato alla luce un caso definito da uno scontro scomodo: il racconto di una donna che riferisce di essere stata aggredita e incapace di intendere e di volere, contrapposto a documenti che, secondo i procuratori, descrivevano inizialmente rapporti consensuali.

Il procuratore distrettuale della contea di Tompkins, Matthew Van Houten, ha dichiarato che l'indagine è stata riaperta dopo che accuse successive sono apparse «drammaticamente diverse» dal resoconto disponibile quando aveva deciso di non formulare accuse. Nella dichiarazione precedente, ha affermato, la donna descriveva l'uso di droghe e l'attività sessuale come «volontari, coscienti e consensuali».

I verbali dei colloqui recentemente resi noti presentano un quadro più articolato. Secondo una trascrizione della CBS News, la donna ha riconosciuto di essere intossicata e di aver inizialmente accettato un'attività sessuale che coinvolgeva due uomini. Ha però anche detto di essere stata percossa e in seguito ha dichiarato agli investigatori: «Posso dire con il 100% di certezza di essere stata violentata». Il servizio riferisce che ha riletto e firmato una dichiarazione di sei pagine dopo che le era stata riletta ad alta voce, mentre il suo avvocato sostiene che fosse traumatizzata, incapace di intendere e di volere e impegnata a ricostruire la notte.

I messaggi di testo citati nei resoconti complicano ulteriormente la disputa. Uno degli imputati si sarebbe scusato per «come sono andate le cose», descrivendo la propria memoria come «un po' confusa», mentre la donna ha risposto che anche la sua memoria era «molto offuscata». Il suo avvocato ha messo in dubbio l'autenticità degli screenshot e sostenuto che il tono conciliatorio assunto in seguito riflettesse un tentativo di capire cosa fosse accaduto, non un riconoscimento del consenso.

La contrapposizione politica amplia la vicenda oltre la questione delle prove contestate. I media conservatori hanno posto l'accento sul fatto che Cornell possa aver gestito male l'accusa e sulla questione se la legge dello Stato di New York affronti adeguatamente l'intossicazione e il consenso. I resoconti di orientamento liberal, al contrario, mettono in primo piano il ricorso del procuratore alla dichiarazione iniziale, evidenziando al contempo la descrizione della violenza fornita dalla donna e la risposta disciplinare dell'università.

Entrambe le parti indicano lo stesso problema irrisolto: alcol, droghe, memoria frammentaria e denuncia tardiva rendono difficile interpretare le prove. L'indagine riaperta dovrà ora stabilire se tali ambiguità indeboliscano l'accusa — o spieghino perché l'indagine originale non sia riuscita a coglierla.

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