Storia
30 set 2026
La difesa di Clancy cambia strategia mentre i procuratori valutano un secondo processo
Gli avvocati di Lindsay Clancy chiedono di chiudere il caso dopo un processo dichiarato nullo, sostenendo che i procuratori non abbiano mai dimostrato che fosse lei ad aver commesso gli omicidi o che fosse penalmente responsabile. I procuratori e gli analisti legali considerano la strategia un sorprendente cambio di rotta che potrebbe influenzare un eventuale nuovo processo.
La battaglia in aula sul destino di Lindsay Clancy si è spostata dalla questione della sua responsabilità legale per la morte dei figli alla questione se i procuratori abbiano dimostrato che sia stata lei a ucciderli: una mossa che potrebbe determinare se il caso arriverà mai a un secondo processo.
Durante un’udienza successiva al processo dichiarato nullo a settembre, l’avvocato della difesa Kevin Reddington ha chiesto al giudice di dichiarare Clancy non colpevole, sostenendo che le prove fossero giuridicamente insufficienti. «L’intero caso si basa su congetture», ha detto, chiedendo ripetutamente: «Dov’è la prova che sia stata lei a farlo?».1
Questa argomentazione segna un cambiamento significativo rispetto all’approccio precedente della difesa. Prima e durante il processo, Reddington aveva riconosciuto il ruolo di Clancy, sostenendo al contempo che la psicosi post-partum le impedisse di comprendere che la sua condotta fosse sbagliata. In precedenza aveva detto che lei «si assume la responsabilità» e aveva persino offerto di stipulare che avesse ucciso i suoi figli, lasciando aperta la questione del suo stato mentale.1
I procuratori hanno definito la nuova posizione sia infondata sia inattesa. Il vice procuratore distrettuale Shanan Buckingham ha dichiarato che gli atti processuali erano «voluminosi» nel dimostrare che Clancy aveva commesso gli omicidi.1 Il procuratore distrettuale della contea di Plymouth, Timothy Cruz, nel frattempo, non si è pubblicamente impegnato a chiedere un nuovo processo, affermando che il suo ufficio sta riesaminando il caso e agirà «nell’interesse della giustizia e nell’interesse dei tre bambini».1
La difesa invoca anche il divieto di essere giudicati due volte per lo stesso reato, sostenendo che il processo dichiarato nullo fosse superfluo perché gli appunti dei giurati indicavano che il giurato dissenziente avrebbe dovuto essere estromesso per essersi rifiutato di seguire le istruzioni del tribunale. L’avvocato del giurato dissenziente contesta questa premessa, affermando che il suo cliente «non aveva alcun dubbio» e applicava rigidamente lo standard del ragionevole dubbio.2
Gli analisti legali descrivono il cambio di strategia della difesa come altamente insolito e potenzialmente tattico: un tentativo di fare pressione sui procuratori affinché non celebrino un nuovo processo. Si prevede che il giudice esamini le mozioni ancora pendenti durante un’udienza il 2 novembre, lasciando entrambe le parti a contestare non solo lo stato mentale di Clancy, ma anche il significato fondamentale delle prove stesse.