Storia
1 ott 2026

Il divieto d’importazione canadese di Trump inasprisce uno scontro che Washington dice di potersi permettere di ignorare

Gli Stati Uniti hanno bloccato merci canadesi per quasi 1 miliardo di dollari, intensificando una disputa tariffaria il cui impatto economico è limitato, ma le cui implicazioni politiche sono in aumento. Ottawa respinge un accordo affrettato, mentre Washington afferma di avere pochi motivi per scendere a compromessi.

L’ultimo divieto imposto dagli Stati Uniti su alcolici, prodotti lattiero-caseari e motociclette canadesi ha approfondito uno scontro commerciale bilaterale che nessuno dei due governi sembra pronto a risolvere, nonostante il rischio che ritorsioni ripetute danneggino un’alleanza un tempo stabile.

La misura riguarda importazioni per circa 967 milioni di dollari, una quota ridotta degli 880 miliardi di dollari di scambi annuali tra i due Paesi. Si prevede quindi che il suo impatto economico immediato sarà modesto, soprattutto perché molti dei prodotti interessati erano già soggetti a dazi che ne rendevano costosa l’importazione. Tuttavia, il divieto rappresenta un’ulteriore escalation nella campagna di pressione del presidente Donald Trump contro il Canada e potrebbe complicare ulteriormente il rinnovo dell’accordo commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada.

Dal punto di vista di Washington, l’azione è una leva negoziale. Trump ha accusato il Canada di trattare ingiustamente i produttori statunitensi e prevede che Ottawa finirà per rinunciare ai suoi dazi di ritorsione. Il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ha dichiarato che da parte americana non c’è «alcuna urgenza», sostenendo che gli Stati Uniti continuano a ricevere forniture essenziali, tra cui petrolio, gas e potassa.

La posizione del Canada è meno conciliante. Il primo ministro Mark Carney ha descritto come limitato l’effetto economico del divieto, ma il ministro del Commercio Dominic LeBlanc afferma che Ottawa non accetterà un accordo che comprometta la sovranità o gli interessi economici canadesi. «Non firmeremo un accordo negativo per il Canada», ha dichiarato LeBlanc, insistendo sul fatto che il Canada sta cercando alternative e riducendo la propria dipendenza dal mercato statunitense.

Le due parti concordano dunque sul fatto che i danni immediati siano contenibili, ma traggono conclusioni opposte da questo dato. Washington vede il dolore limitato come una prova del fatto che può aspettare; Ottawa considera la disputa un motivo per diversificare. Ciò riduce la possibilità di una soluzione rapida, lasciando al contempo esportatori, importatori e le regole commerciali nordamericane esposti a un’ulteriore escalation.