Storia
1 ott 2026

Il Senato dice di voler salvare lo sport universitario, ma i critici sostengono che stia privando gli atleti del loro potere

Un disegno di legge bipartisan del Senato promette pagamenti standardizzati per nome, immagine e somiglianza (NIL), regole sui trasferimenti e tutele per la salute, ma gli oppositori avvertono che potrebbe limitare la capacità degli atleti di fare causa, negoziare collettivamente e influenzare il futuro dello sport universitario.

La vasta riforma dello sport universitario promossa dal Senato viene presentata come una missione di salvataggio, ma i sostenitori degli atleti la considerano una presa di potere mascherata da riforma.

Il Protect College Sports Act è stato approvato con 77 voti favorevoli e 22 contrari, con il sostegno di entrambi i partiti, stabilendo regole federali per i pagamenti relativi a nome, immagine e somiglianza, i trasferimenti, la sicurezza degli atleti e la condivisione dei ricavi. I suoi sostenitori sostengono che sia urgentemente necessario un quadro normativo nazionale, mentre il denaro affluisce nello sport universitario e decisioni giudiziarie incoerenti costringono istituti e atleti a muoversi in un sistema instabile.

Il senatore repubblicano Ted Cruz, promotore del disegno di legge, ha definito il modello attuale «insostenibile, punto e basta», indicando i trasferimenti ripetuti, l’incertezza giuridica e il rischio che le università taglino gli sport meno redditizi. Anche la NCAA ha elogiato il provvedimento definendolo uno sforzo bipartisan per preservare lo sport universitario, e ha esortato la Camera a trasformarne le disposizioni in legge.

Il disegno di legge consentirebbe a ciascun istituto di distribuire agli atleti circa 21,6 milioni di dollari all’anno sotto forma di condivisione dei ricavi, a partire dal 2026-27; istituirebbe inoltre un fondo aggiuntivo per la permanenza degli atleti e permetterebbe un trasferimento senza perdita dell’idoneità. I sostenitori, tra cui la senatrice democratica Maria Cantwell, affermano che questi benefici potrebbero garantire agli atleti una sicurezza finanziaria concreta, proteggendo al contempo gli sport femminili e olimpici, l’assistenza sanitaria e i diritti degli informatori.

I critici interpretano diversamente le stesse disposizioni. Il senatore Cory Booker ha affermato che il disegno di legge potrebbe «indebolire i loro diritti, indebolire la loro contrattazione collettiva, indebolire la loro salute e sicurezza», limitando al contempo la capacità degli atleti di contestare la NCAA in tribunale. Ha sostenuto che gli atleti hanno ottenuto i diritti NIL attraverso il contenzioso e che il Congresso si è mosso solo dopo che quelle vittorie hanno minacciato il sistema esistente.

Il Congressional Black Caucus ha aggiunto che la legislazione non ha integrato i punti di vista degli atleti, degli allenatori, degli agenti e delle università storicamente nere (HBCU), né quelli dello stesso caucus. Questa critica mette in luce la divisione centrale sul disegno di legge: i sostenitori sottolineano uniformità e stabilità, mentre gli oppositori si chiedono chi controllerà le nuove regole e chi potrebbe perdere potere negoziale a causa loro.

Il provvedimento passa ora alla Camera, anche se i legislatori potrebbero non esaminarlo prima delle elezioni di metà mandato, sollevando ulteriori interrogativi sul motivo per cui il Congresso abbia dato priorità allo sport universitario rispetto a problemi più immediati legati alla sostenibilità economica.

Copertura della storia