Storia
1 ott 2026

L’indagine di Cornell sull’accusa di stupro espone una frattura più profonda su ciò che le autorità sapevano

Cornell ha accettato una revisione indipendente dopo che una trascrizione della polizia, resa pubblica di recente, ha sollevato interrogativi sul motivo per cui i procuratori abbiano deciso di non presentare accuse in relazione a un’accusa di stupro ai danni di una studentessa di una confraternita.

La decisione della Cornell University di accettare un’indagine indipendente ha riaperto una disputa non solo su un presunto stupro di gruppo ai danni di una studentessa di una confraternita, ma anche sul modo in cui la polizia del campus e i procuratori hanno gestito il caso. La questione centrale è se siano state trascurate prove cruciali prima che venissero respinte le accuse penali.

L’accordo, annunciato dal presidente di Cornell Michael Kotlikoff dopo le pressioni della governatrice di New York Kathy Hochul, rappresenta un tentativo di ripristinare la fiducia nella gestione dell’accusa da parte dell’università. In precedenza Cornell aveva condotto una propria revisione interna, che aveva portato a espulsioni, sospensioni e altre sanzioni, mentre il procedimento penale era rimasto fermo.

Quella decisione è ora sottoposta a rinnovato esame dopo che CBS News New York ha ottenuto una trascrizione dell’intervista del novembre 2024 della presunta vittima con la polizia di Cornell. La trascrizione indica che la donna disse agli investigatori: «Posso dire con il 100% di certezza di essere stata stuprata» e si descrisse come «completamente e totalmente incapacitata».

Il procuratore distrettuale della contea di Tompkins, Matthew Van Houten, afferma di non aver mai visto la trascrizione prima di decidere di non presentare accuse. La sua spiegazione è che la decisione si basava su una dichiarazione firmata che non conteneva le stesse informazioni. Dopo aver appreso dell’esistenza della trascrizione, Van Houten ha dichiarato: «Questo cambia lo scenario per me», aggiungendo che avrebbe richiesto il documento e dato seguito alla questione con la polizia di Cornell.

L’avvocato della vittima, Thomas Giuffra, presenta il contrasto più netto, sostenendo che i procuratori disponessero già di prove sufficienti per agire. «Di cos’altro aveva bisogno (Van Houten) per condurre un’indagine approfondita e procedere penalmente?» ha chiesto, definendo «sconvolgente» la mancata prosecuzione del caso.

Le versioni contrapposte indicano fallimenti diversi: Cornell deve rispondere a interrogativi sulla trasparenza e sulle pratiche investigative, mentre il procuratore distrettuale è sottoposto a esame per stabilire se il suo ufficio abbia ricevuto — e analizzato adeguatamente — l’intero fascicolo. L’indagine indipendente potrebbe determinare se il cedimento sia stato procedurale, istituzionale o entrambe le cose.