Storia
4 ott 2026
Il rilascio di carburante del G7 dà una vittoria a Trump, ma potrebbe non risolvere la crisi energetica
Il G7 sta rilasciando fino a 100 milioni di barili di petrolio e diesel per allentare i prezzi record, ma la misura d’emergenza espone uno shock dell’offerta più profondo e offre all’amministrazione Trump una vittoria politica.
La decisione d’emergenza del G7 di rilasciare fino a 100 milioni di barili di petrolio e diesel offre un sollievo immediato ai mercati dei carburanti, ma sottolinea anche quanto poco controllo abbiano i governi sulle cause profonde della crisi.
L’accordo, coordinato attraverso l’Agenzia internazionale dell’energia, si svilupperà nell’arco di quattro mesi, con un consistente rilascio di diesel nei primi 20 giorni. La mossa segue le forti pressioni dell’amministrazione Trump, che ha esortato gli alleati europei a utilizzare le proprie riserve. Il Washington Examiner ha presentato la decisione come una risposta diretta a tali pressioni, citando al contempo l’affermazione del presidente secondo cui l’Europa aveva accettato di rilasciare una “quantità enorme” del proprio “petrolio diesel ampiamente stoccato”.1
Questa interpretazione offre a Washington una chiara vittoria politica: Trump può presentare il rilascio come una prova del fatto che gli alleati stanno rispondendo alle sue richieste. La dichiarazione del G7 ha inoltre approvato “il ripristino immediato e completo dei diritti di navigazione” nello Stretto di Hormuz, sottolineando l’argomentazione dell’amministrazione secondo cui garantire la sicurezza della rotta marittima è fondamentale per ridurre i prezzi.1
L’interpretazione più scettica è che il rilascio delle riserve affronti i sintomi, non la malattia. I prezzi del diesel sono aumentati vertiginosamente a causa delle interruzioni legate alla guerra che coinvolge l’Iran e alla guerra ancora in corso in Ucraina, mentre i timori di un divieto statunitense alle esportazioni hanno accresciuto la vulnerabilità dell’Europa. Gli Stati Uniti hanno fornito circa la metà delle importazioni di diesel dell’Unione europea ad agosto, secondo quanto riportato dalla CNBC.2
Gli analisti dell’energia citati dalla CNBC hanno sostenuto che il problema è più ampio del diesel o dei prodotti raffinati. “È un problema energetico globale”, ha dichiarato Walt Chancellor di Macquarie, avvertendo che qualsiasi cosa non comporti il trasporto di una maggiore quantità di petrolio attraverso Hormuz equivarrebbe a “spostare le sedie a sdraio sul ponte”.2 Il rilascio potrebbe quindi calmare temporaneamente i prezzi, ma non può ripristinare le rotte di approvvigionamento interrotte né risolvere i conflitti geopolitici alla base dello shock.
Le due prospettive concordano sull’urgenza, ma divergono sull’importanza della decisione: i conservatori la presentano come una prova dell’efficacia delle pressioni, mentre la lettura liberal la considera un intervento limitato e politicamente utile in una crisi molto più ampia.