Storia
4 ott 2026
Un rapporto sull’occupazione debole offre a entrambi i partiti un nuovo modo per discutere dell’economia
Le assunzioni di settembre sono state ben al di sotto delle aspettative, la disoccupazione è aumentata leggermente e la crescita dei salari ha rallentato, intensificando lo scontro politico sul fatto che il mercato del lavoro si stia indebolendo o stia semplicemente tornando alla normalità.
Il mercato del lavoro statunitense ha lanciato un avvertimento prima delle elezioni di metà mandato: a settembre le assunzioni si sono quasi fermate, la disoccupazione è aumentata e la crescita dei salari si è indebolita. Lo stesso rapporto viene ora utilizzato per sostenere interpretazioni politiche nettamente diverse dell’economia.
La copertura conservatrice sottolinea il deterioramento. Un resoconto descrive un rallentamento delle assunzioni e un aumento della disoccupazione di poco superiore al normale, a poche settimane dal voto.1 Un altro definisce l’incremento di 29.000 posti di lavoro un «rapporto deludente su settembre», presentando i dati come la prova che lo slancio economico si sta esaurendo.2
La narrazione liberal presenta un quadro più articolato. I datori di lavoro hanno creato meno della metà dei circa 70.000 posti di lavoro attesi dagli economisti, mentre i dati precedenti relativi a luglio e agosto sono stati rivisti al ribasso per un totale di 60.000 posti. Il settore sanitario ha creato 17.000 posti di lavoro, ma quello dell’informazione, della finanza e dei servizi professionali ha perso occupati. La retribuzione oraria media è aumentata appena del 3%—l’incremento più debole degli ultimi cinque anni—e la disoccupazione tra gli afroamericani è salita al 7%, il doppio del tasso registrato tra i bianchi.3
Questa lettura indica un mercato del lavoro che sta perdendo forza, ma non è al collasso. I dati sulle buste paga del settore privato avevano mostrato 90.000 nuovi posti di lavoro e le richieste di sussidi di disoccupazione sono diminuite per la quarta settimana consecutiva. Il quadro più ampio è quello che il rapporto liberal definisce un mercato «con poche assunzioni e pochi licenziamenti»: i datori di lavoro stanno assumendo pochi lavoratori, ma non stanno nemmeno procedendo a licenziamenti di massa.3
L’effetto immediato del rapporto sulle politiche potrebbe essere più chiaro del suo significato politico. Un mercato del lavoro più debole riduce la pressione sulla Federal Reserve affinché aumenti nuovamente i tassi di interesse prima delle elezioni, anche se l’inflazione resta il principale motivo di malcontento economico. I tassi dei mutui hanno già raggiunto il 7,28%, mentre si stima che l’aumento dei prezzi del petrolio costerà alle famiglie 936 dollari ciascuna.3 Per gli elettori, la contraddizione è evidente: l’occupazione è ancora complessivamente stabile, ma l’economia appare sempre più costosa e meno sicura.