Storia
5 ott 2026

L’allarme peste in Russia rivela lo scontro tra rassicurazioni ufficiali e richieste di trasparenza

Quasi 200 persone sono sotto osservazione a Irkutsk dopo la morte di una dipendente di un istituto antiplaga, ma i funzionari russi contestano le notizie sulla peste mentre le autorità statunitensi chiedono a Mosca informazioni più chiare.

Una sospetta esposizione alla peste nella regione russa di Irkutsk ha provocato un’ampia risposta di sanità pubblica e, al tempo stesso, un altrettanto significativo contenzioso su quanto accaduto. Quasi 200 persone sono monitorate dopo la morte di una dipendente di un istituto di ricerca antiplaga, mentre la diagnosi rimane incerta.

Secondo le notizie locali, 189 persone sono state poste sotto osservazione dopo che la dipendente si è ammalata; la responsabile della vicina Buriazia ha descritto la sua morte come legata a una forma non specificata di peste. Ma l’organo russo di vigilanza sulla sanità pubblica, Rospotrebnadzor, ha fornito una versione nettamente diversa, affermando che alla donna era stata diagnosticata una «polmonite di eziologia sconosciuta». L’agenzia ha aggiunto che ulteriori test non avevano rilevato microrganismi collegati al suo lavoro e ha dichiarato che la situazione sanitaria rimaneva stabile.

Quel contrasto — tra le notizie di una sospetta peste polmonare e le rassicurazioni ufficiali sull’esito negativo dei test — definisce finora la vicenda. La malattia segnalata è comparsa dopo un viaggio di lavoro in Buriazia, dove sarebbe scoppiata un’epidemia nei pressi del confine mongolo, aggiungendo un plausibile collegamento epidemiologico, ma senza confermare la diagnosi.

Washington ha considerato l’incertezza un motivo per intensificare i controlli, anziché per rassicurarsi. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha dichiarato che gli Stati Uniti stavano monitorando il caso con i CDC e altre agenzie e ha sollecitato Mosca a diffondere rapidamente informazioni accurate, sottolineando che «molti dettagli non sono stati confermati». Anche l’ex funzionario della CIA Dan Hoffman ha sostenuto che probabilmente l’intelligence e i diplomatici statunitensi starebbero raccogliendo informazioni e coordinandosi con gli alleati.

Le due prospettive concordano sulla necessità di essere prudenti, ma divergono nell’enfasi: le autorità russe sottolineano i risultati negativi dei test e la stabilità, mentre i funzionari statunitensi si concentrano sulla divulgazione incompleta delle informazioni e sulla pianificazione di emergenza. Le indicazioni mediche offrono un elemento meno allarmante: la peste polmonare è grave, ma può essere trattata con antibiotici quando la terapia viene iniziata tempestivamente, secondo la versione statunitense. Per ora, l’ampiezza del monitoraggio supera la certezza della diagnosi.