Storia
9 ott 2026
Le smentite della Russia sulla peste si scontrano con le quarantene e con un divario di fiducia sempre più ampio
La morte inspiegabile di una lavoratrice di laboratorio siberiana ha portato a quarantene e al monitoraggio internazionale, mentre Mosca insiste sul fatto che non vi sia alcuna epidemia di peste confermata. I messaggi contraddittori alimentano l’ansia pubblica nonostante la valutazione dell’OMS, che considera basso il rischio.
La morte inspiegabile di una lavoratrice di laboratorio in Siberia è diventata una prova per la credibilità della Russia in materia di sanità pubblica: le autorità affermano che non vi è alcuna peste confermata, eppure quarantene, osservazione medica e misure di emergenza suggeriscono che i funzionari stiano prendendo seriamente in considerazione questa possibilità.
Darya Shipilova, dipendente di 28 anni dell’Istituto antiplague di Irkutsk, è morta dopo aver sviluppato una grave polmonite. Quasi 200 persone che potrebbero essere entrate in contatto con lei sono state monitorate, mentre ospedali e luoghi di lavoro avrebbero introdotto restrizioni. Le autorità locali hanno brevemente consigliato ai residenti di evitare Shelekhov prima di cancellare l’avvertimento, e il capo regionale della Buriazia aveva inizialmente dichiarato che Shipilova era morta di peste, per poi correggere la dichiarazione affermando che era “possibilmente” morta a causa della malattia.1
Questa versione mutevole dei fatti è centrale nell’interpretazione liberale dell’episodio: il pericolo immediato potrebbe essere limitato, ma non lo è il vuoto informativo. Le notizie locali hanno descritto i residenti come arrabbiati e ansiosi perché ricevevano poche spiegazioni, mentre le misure precauzionali apparivano più ampie di quanto riconosciuto nelle dichiarazioni pubbliche di Mosca.1
Il Cremlino e le autorità sanitarie russe offrono una lettura nettamente diversa. Rospotrebnadzor afferma che Shipilova è morta per una “polmonite di origine sconosciuta”, non ha trovato agenti patogeni pericolosi collegati al suo lavoro e non ha rilevato alcun incidente di laboratorio. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha esortato il pubblico a fare affidamento sulle “informazioni ufficiali” e a respingere “voci e speculazioni”.2 Anche le notizie di orientamento conservatore sottolineano che i contatti sono risultati negativi alla peste, che sono state identificate solo infezioni respiratorie come il COVID-19 e il rinovirus e che le autorità hanno dichiarato la situazione stabile e sotto controllo.3
Le valutazioni internazionali sono più caute rispetto sia alle ricostruzioni allarmistiche sia a quelle minimizzanti. L’OMS afferma che i test sono ancora in corso, che i contatti vengono monitorati e che il rischio per la popolazione generale appare basso; gli esperti osservano che la peste polmonare può diffondersi attraverso le goccioline respiratorie, ma è curabile se individuata rapidamente.4 Washington ha adottato lo stesso atteggiamento vigile. Il presidente Donald Trump ha offerto l’aiuto degli Stati Uniti, mentre il Dipartimento di Stato ha affermato che la Russia dovrebbe condividere “informazioni accurate in modo rapido e trasparente”.5
Le prove non dimostrano l’esistenza di un’epidemia di peste. Ma le smentite di Mosca non hanno chiarito perché siano state adottate precauzioni così estese, né perché i primi messaggi delle autorità siano cambiati così rapidamente.