Storia
9 ott 2026
La crisi del morbillo in Pennsylvania cresce mentre le autorità si scontrano su chi debba essere conteggiato
L’epidemia in Pennsylvania ha superato i 1.000 casi, con cinque morti e quasi 200 ricoveri, ma una disputa su come classificare i decessi legati al morbillo sta confondendo il quadro nazionale.
L’epidemia di morbillo in Pennsylvania ha superato una soglia drammatica, mentre uno scontro tra autorità statali e federali rende più difficile stabilire la portata della crisi. La disputa non riguarda il fatto che la trasmissione stia accelerando, ma quali decessi debbano comparire nel conteggio nazionale.
Le autorità sanitarie statali riferiscono 1.004 casi confermati, 198 ricoveri e cinque morti quest’anno, rendendo l’epidemia la più grande in Pennsylvania da oltre tre decenni.1 La contea di Lancaster, sede di grandi comunità amish e mennonite, è stata colpita più duramente, con 391 casi. Le autorità attribuiscono l’epidemia ai bassi tassi di vaccinazione, mentre le infezioni hanno continuato ad aumentare negli ultimi tre mesi.
Il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro ha ampliato l’accesso al vaccino contro morbillo, parotite e rosolia e ha avvertito i residenti che «il morbillo non si preoccupa della vostra contea, della vostra fede o della vostra cerchia sociale».1 Il suo approccio pone l’accento sulla vaccinazione rapida e sull’azione locale in materia di sanità pubblica.
Il segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., al contrario, ha messo in dubbio che i decessi riportati siano stati causati direttamente dal morbillo. Il CDC, che è sotto la sua supervisione, attualmente elenca solo due morti per morbillo a livello nazionale, escludendo i dati della Pennsylvania nel mezzo della disputa.1 Questa discrepanza ha trasformato un’emergenza di sanità pubblica in una battaglia sulla credibilità: le autorità statali sottolineano il tributo umano, mentre quelle federali chiedono una classificazione più restrittiva della mortalità.
Una fonte di orientamento conservatore presenta l’episodio in termini più ampi come la più grande epidemia di morbillo negli Stati Uniti da decenni, ma non fornisce dati separati sui casi né una spiegazione del disaccordo.2 Nel frattempo, le epidemie stanno avanzando anche in Ohio, New York e altri Stati. Il CDC aveva registrato 3.887 casi confermati negli Stati Uniti al 1º ottobre, mentre la copertura vaccinale è scesa al di sotto del livello di circa il 95% necessario per prevenire una trasmissione sostenuta.1
Entrambe le parti indicano quindi lo stesso pericolo di fondo: il morbillo sta tornando dopo che la sua diffusione interna era stata dichiarata eliminata nel 2000. Divergono nettamente sulla quantità dei danni risultanti che il Paese è disposto a conteggiare.