Storia
9 ott 2026
Gli Stati Uniti hanno ritirato i loro bombardieri dalla Gran Bretagna a causa di una minaccia legata all’Iran che resta non provata
Washington ha evacuato i bombardieri B-1 dalla RAF Fairford dopo un presunto complotto legato all’Iran, ma il caso resta irrisolto: sei sospetti sono stati rilasciati su cauzione, non sono stati trovati esplosivi e Teheran nega ogni coinvolgimento.
Washington ha ritirato tutti i suoi bombardieri da una base aerea britannica dopo che un presunto complotto terroristico ha sollevato allarmi sulla sicurezza degli aerei utilizzati negli attacchi contro l’Iran. Ma il ritiro spettacolare si basa su informazioni d’intelligence che restano in gran parte non divulgate, mentre l’indagine penale non ha ancora stabilito chi fosse dietro il presunto piano.
La ricostruzione di orientamento liberal sottolinea i limiti di ciò che è noto. La polizia britannica ha arrestato cinque uomini nei pressi della RAF Fairford e successivamente ha fermato un cittadino con doppia nazionalità britannica e iraniana, ma tutti e sei sono stati rilasciati su cauzione. Le autorità hanno trovato benzina in tre furgoni, ma nessun esplosivo. Il coinvolgimento dei sospetti resta non provato e l’ambasciata iraniana a Londra «respinge categoricamente» le accuse che collegano Teheran all’incidente.1
Il Pentagono ha confermato che i bombardieri erano rientrati nelle loro basi negli Stati Uniti, descrivendo la decisione in termini operativi di routine: gli equipaggi dei bombardieri americani restano pronti a condurre «operazioni di attacco globale di precisione» dagli Stati Uniti continentali.2 Questa impostazione contrasta con la rapidità dell’evacuazione. Secondo i rapporti, almeno 10 dei 12 B-1 sono partiti in un breve lasso di tempo, suggerendo che i comandanti considerassero la minaccia immediata, anziché meramente teorica.3
La copertura conservatrice presenta il ritiro come la prova che il pericolo fosse grave e che la gestione degli arresti da parte della Gran Bretagna fosse stata troppo permissiva. Il presidente Donald Trump ha dichiarato: «Avevamo una minaccia», sostenendo che ci fosse ben poca ragione per lasciare gli aerei esposti quando potevano essere trasferiti a costi contenuti.4 La sua critica al rilascio su cauzione dei sospetti rafforza questa interpretazione.
Le due prospettive concordano sul fatto centrale: Washington ha giudicato la RAF Fairford troppo rischiosa per i suoi bombardieri. Divergono invece su ciò che questa valutazione dimostri. I sostenitori di una risposta più dura vedono una credibile minaccia da parte di un gruppo alleato dell’Iran; le ricostruzioni più caute sottolineano le prove incomplete, gli arresti ancora irrisolti e una smentita ufficiale. Per ora, l’evacuazione è confermata, ma la paternità del presunto complotto non lo è.