Storia
9 ott 2026

Il piano del Pentagono per un’esecuzione trasmessa in streaming trasforma la punizione in uno spettacolo politico

Il Pentagono afferma che l’esecuzione mediante plotone d’esecuzione di Nidal Hasan sarà trasmessa in streaming, presentandola come un monito sul terrorismo e sulle conseguenze. I critici sostengono che questa trasmissione pubblica senza precedenti trasformi la punizione statale in intrattenimento e sollevi profonde questioni morali.

L’esecuzione prevista di Nidal Hasan sta diventando un banco di prova non solo per la pena di morte, ma anche per valutare fino a che punto il governo degli Stati Uniti sia disposto a trasformare la punizione in uno spettacolo pubblico.

Il Pentagono afferma che Hasan, l’ex psichiatra dell’Esercito condannato per aver ucciso 13 persone e feritone 32 a Fort Hood nel 2009, sarà giustiziato da un plotone d’esecuzione il 3 dicembre. L’esecuzione sarebbe la prima eseguita dall’esercito statunitense in più di sei decenni e, secondo il Pentagono, sarà trasmessa in streaming al pubblico.

La giustificazione dell’amministrazione è volutamente schietta. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha descritto il massacro come «un attacco islamista radicale in uniforme» e ha detto che Hasan avrebbe ricevuto «un plotone d’esecuzione di soldati, come dovrebbe essere». Ha aggiunto che il pubblico dovrebbe poter assistere perché «la gente deve capire che ci sono conseguenze serie per questo tipo di cose». La lettura conservatrice considera la visibilità uno strumento di deterrenza e di chiusura, in particolare per le vittime e i sopravvissuti. Fox News ha riferito che il Pentagono ha confermato: «Sarà trasmessa in streaming. Seguiranno i dettagli», osservando che l’esecuzione di Hasan sarebbe la prima dell’esercito dal 1961.

I critici vedono la stessa decisione come qualcosa di fondamentalmente diverso: non responsabilità, ma teatro politico. Un professore di diritto militare ha avvertito che la trasmissione in streaming «solleva importanti questioni morali» e che trasformare un’esecuzione in uno «spettacolo pubblico» riecheggia pratiche che il Paese avrebbe presumibilmente lasciato alle spalle. Il columnist di Guardian Australia Paul Daley ha definito la proposta «execution TV» e condannato quella che ha descritto come «uccisione autorizzata dallo Stato trasformata in intrattenimento».

Entrambe le prospettive si fondano sulla colpevolezza accertata di Hasan e sulla sofferenza delle vittime. Il loro dissenso riguarda l’aspetto che dovrebbe avere la giustizia pubblica. Per il Pentagono, trasmettere l’uccisione rafforza l’autorità e il principio delle conseguenze; per gli oppositori, rischia di normalizzare la violenza confezionando un atto irreversibile del potere statale come un evento destinato al consumo di massa.

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