Storia
9 ott 2026

Il quinto MVP di A’ja Wilson trasforma una stagione storica in un dibattito sulla grandezza nel basket

Il quinto MVP WNBA, record assoluto, e il suo storico three-peat hanno rafforzato la candidatura di A’ja Wilson tra le più grandi giocatrici di sempre, mentre la difficoltà delle Aces nei playoff resta il banco di prova irrisolto del suo dominio.

Il quinto MVP WNBA di A’ja Wilson ha fatto la storia due volte, ma il premio rende anche più pressante la domanda su quanto lontano possa portare il talento individuale una squadra ancora alle prese con una difficile serie di playoff.

Wilson è diventata la prima giocatrice nella storia della lega a vincere tre premi MVP consecutivi, aggiungendo un altro traguardo a una stagione in cui ha guidato la WNBA per punti, con 26,2 a partita, e stoppate, con 79. Ha inoltre fatto registrare una media di 9,4 rimbalzi, 3,2 assist — il massimo in carriera — e 1,9 stoppate, sottolineando l’impatto a tutto campo che l’ha resa la scelta nettamente favorita dagli elettori.

I numeri offrono la prova più chiara della superiorità di Wilson. Ha ricevuto 65 voti al primo posto e 713 punti complessivi, con un ampio margine sulla giocatrice di Minnesota Olivia Miles, mentre Kelsey Mitchell e Caitlin Clark, di Indiana, hanno chiuso alle sue spalle. Nessun’altra giocatrice WNBA ha vinto più di tre MVP, lasciando Wilson da sola in cima al libro dei record individuali della lega.

Una lettura più ampia dell’impresa colloca Wilson tra le stelle più rare della storia del basket. L’allenatrice di Las Vegas Becky Hammon, che aveva già paragonato Wilson al Monte Rushmore e all’Everest, ha detto che ora appartiene «a un altro pianeta», citando sia il suo talento sia la sua capacità di vincere con continuità. La stessa Wilson ha sottolineato il significato più ampio dell’impresa, dicendo di essere grata di «fissare lo standard» e di dare agli altri «qualcosa da inseguire».

La differenza tra le due prospettive riguarda meno il fatto che Wilson abbia dominato e più ciò che questo dominio dimostri. Una visione pone l’accento sulla prestazione da record e sul contesto storico; l’altra considera il premio una prova di grandezza assoluta. Eppure le Aces sono sotto 2-0 contro Golden State nella semifinale. Una rimonta trasformerebbe un riconoscimento individuale in un’impresa di squadra decisiva, mentre l’eliminazione lascerebbe intatto il record di Wilson, attenuando però la mitologia della stagione.