Storia
9 ott 2026
L’indagine del DOJ su Hutchinson trasforma la testimonianza del 6 gennaio in un nuovo campo di battaglia politico
I procuratori federali stanno valutando accuse contro Cassidy Hutchinson per la controversa testimonianza sul 6 gennaio, mentre i conservatori presentano l’indagine come una questione di responsabilità e i liberali la considerano una ritorsione contro una nota critica di Trump.
L’indagine del Dipartimento di Giustizia su Cassidy Hutchinson ha trasformato una controversa ricostruzione del 6 gennaio in una prova più ampia per stabilire se il dipartimento stia cercando la verità — o regolando conti politici.
Dal punto di vista conservatore, il caso ruota attorno a una presunta falsa testimonianza. Hutchinson, ex assistente del capo di gabinetto della Casa Bianca Mark Meadows, ha fornito alla commissione della Camera sul 6 gennaio alcune delle testimonianze più compromettenti sulla condotta di Donald Trump. Il Washington Examiner ha riferito che i procuratori stanno presentando a un gran giurì federale prove relative alle accuse secondo cui avrebbe mentito al Congresso.1 La sua affermazione più contestata era che Trump si fosse lanciato verso il volante di un SUV dopo che gli era stato detto che non poteva unirsi ai sostenitori diretti al Campidoglio. Diversi testimoni, insieme a un rapporto dei repubblicani della Camera del 2024, hanno messo in discussione quella ricostruzione.1
La versione liberale riconosce che i procuratori stanno indagando su Hutchinson, ma colloca l’inchiesta in un contesto politico diverso. The Guardian ha riferito che le potenziali accuse riguardano presunte menzogne al Congresso e ha osservato che la testimonianza di Hutchinson includeva affermazioni secondo cui Trump non voleva tornare alla Casa Bianca e aveva cercato di prendere il controllo del veicolo.2 Ha inoltre descritto come insolito il ricorso alla Divisione per i diritti civili del Dipartimento di Giustizia, sostenendo che il caso faccia parte di un modello più ampio in cui l’amministrazione Trump ha preso di mira gli avversari politici.
Il Dipartimento di Giustizia ha fornito pochi chiarimenti, dichiarando: «Il dipartimento non conferma né smentisce l’esistenza di indagini, né la loro assenza».2 Quel silenzio lascia irrisolta la controversia centrale. I conservatori vedono una storia potenzialmente inventata che finalmente viene sottoposta a esame; i liberali vedono un’azione penale selettiva volta a screditare una testimone la cui testimonianza ha danneggiato Trump. Il procedimento davanti al gran giurì potrebbe stabilire se le accuse giustifichino un rinvio a giudizio, ma da solo non può risolvere la disputa più ampia sul significato politico del 6 gennaio.