Storia
9 ott 2026
Lo scontro di Musk con Ambani su Starlink mette in luce la frattura dell’Internet satellitare in India
Elon Musk afferma che gli oligarchi indiani stanno bloccando Starlink per proteggere gli interessi consolidati delle telecomunicazioni, mentre Nuova Delhi richiama le norme di sicurezza e Reliance sviluppa una rete satellitare concorrente. Il lancio resta congelato nonostante una licenza governativa.
Il lancio di Starlink in India, fermo da tempo, è diventato un confronto più ampio sul potere di mercato, il controllo nazionale e chi abbia il diritto di definire un futuro digitale equo. La disputa contrappone l’operatore satellitare più importante al mondo alla macchina regolatoria indiana e ai suoi gruppi dominanti delle telecomunicazioni.
Musk sostiene che interessi economici consolidati stiano deliberatamente tenendo Starlink fuori dal Paese. Ha definito il ritardo «un crimine contro il popolo indiano» e ha accusato oligarchi non identificati di preservare una «morsa monopolistica» sui consumatori.1 Starlink dispone di una licenza governativa, ma il suo servizio non è ancora iniziato, nonostante gli accordi con Reliance Jio e Bharti Airtel per contribuire alla sua distribuzione.
Il bersaglio più diretto è Mukesh Ambani, la cui Jio—insieme ad Airtel—controlla oltre l’80% del mercato indiano delle telecomunicazioni. Mentre il lancio rimaneva bloccato, Musk ha chiesto: «Ambani è il vero capo dell’India?» e ha affermato che Starlink aveva trascorso «cinque anni a rispettare ogni singola legge e ogni requisito» nel Paese.2 Il leader dell’opposizione Rahul Gandhi ha colto l’accusa, usandola per rafforzare la sua annosa tesi secondo cui uomini d’affari potenti eserciterebbero un’influenza indebita sul governo.
Nuova Delhi respinge questa interpretazione. I funzionari hanno definito «infondate e fuorvianti» le accuse secondo cui il sistema regolatorio indiano sarebbe discriminatorio, affermando che i fornitori di servizi satellitari autorizzati devono rispettare i requisiti di sicurezza.1 Secondo quanto riferito, le autorità di regolamentazione hanno congelato le autorizzazioni per il timore che i terminali Starlink possano operare senza la necessaria autorizzazione, mentre i funzionari chiedono anche garanzie per il geofencing e la localizzazione dei dati.
Reliance, nel frattempo, presenta la questione come un problema di sovranità tecnologica anziché di protezionismo. Akash Ambani afferma che l’India ha bisogno di «un proprio stack indigeno di tecnologie», mentre Jio pianifica una rete satellitare in orbita bassa composta da circa 1.600 satelliti e 23 stazioni terrestri.2 Qui risiede la tensione centrale: Musk descrive il ritardo come un’ostruzione oligarchica, mentre le autorità di regolamentazione indiane e i concorrenti nazionali lo presentano come una questione di sicurezza, conformità e autosufficienza industriale. Finché queste priorità non saranno conciliate, la licenza di Starlink rimarrà in gran parte teorica.