Storia
9 ott 2026
L’ATO ha fatto marcia indietro sul divieto delle carte di credito dopo le proteste delle piccole imprese
L’ufficio delle imposte accetterà pagamenti con carta di credito fino alla metà del 2027, annullando una scadenza improvvisa che le piccole imprese hanno dichiarato lasciasse loro troppo poco tempo per adeguarsi alle nuove regole sui supplementi.
L’Australian Taxation Office ha rinviato fino alla metà del 2027 il divieto previsto sui pagamenti delle imposte con carta di credito, mettendo in luce lo scontro tra la riforma amministrativa e le realtà pratiche affrontate dalle piccole imprese.
La marcia indietro arriva dopo le proteste suscitate dalla decisione dell’ATO di annunciare il cambiamento il 1° ottobre, lo stesso giorno in cui è entrato in vigore il divieto sui supplementi per i pagamenti con carta. Inizialmente alle imprese era stato comunicato che i pagamenti con carta di credito sarebbero terminati il 30 novembre, lasciando loro poco tempo per riorganizzare il flusso di cassa, i sistemi di pagamento e gli accordi con i clienti.
Dal punto di vista del governo, il rinvio è una concessione alle preoccupazioni sull’attuazione, non un passo indietro rispetto all’indirizzo generale della politica. Il tesoriere Jim Chalmers ha dichiarato che la proroga rifletteva il feedback degli operatori più piccoli, affermando che «le piccole imprese australiane hanno detto che il calendario annunciato dall’ATO era inadeguato e abbiamo preso sul serio queste preoccupazioni e agito di conseguenza».1
Questa interpretazione contrasta con l’esperienza suggerita dalle proteste: le imprese non stavano necessariamente respingendo il passaggio definitivo all’abbandono dei pagamenti con carta di credito, ma contestavano il calendario improvviso e il modo in cui l’annuncio era stato gestito. La tempistica ha fatto apparire la politica particolarmente destabilizzante, arrivando mentre le aziende si stavano anche adeguando alle restrizioni sulla possibilità di trasferire ai clienti i supplementi per i pagamenti con carta.
La proroga concede alle imprese più di un anno per prepararsi, ma mette anche in evidenza un fallimento nella comunicazione. L’annuncio iniziale dell’ATO sembra aver sottovalutato quanto alcune piccole imprese dipendano dai pagamenti delle imposte tramite credito e quanto rapidamente i cambiamenti correlati alle regole sui pagamenti avrebbero amplificato la perturbazione. Posticipando il divieto, il governo ha ridotto la pressione immediata, lasciando però irrisolta la transizione di fondo e le domande sulla consultazione.