Storia
11 ott 2026

L’accordo di Trump sul diesel russo potrebbe abbassare i prezzi del carburante alimentando al contempo la macchina da guerra di Putin

La Casa Bianca presenta la deroga temporanea sul diesel come un sollievo per agricoltori e camionisti americani, ma l’Ucraina, i Democratici e diversi Repubblicani affermano che indebolisce le sanzioni e ricompensa Mosca senza garantire la pace.

L’accordo di Donald Trump per allentare le sanzioni sul diesel russo mette in rotta di collisione due obiettivi urgenti: abbassare i prezzi del carburante sul mercato interno e mantenere la pressione economica su Mosca.

L’amministrazione presenta l’accordo come una risposta rapida a una carenza di forniture che ha colpito duramente agricoltori, camionisti e aziende di trasporto in vista delle elezioni di metà mandato. Si prevede che la Russia rilasci immediatamente più di 300.000 tonnellate, seguite da ulteriori spedizioni a novembre e dicembre. Il vicepresidente JD Vance ha descritto lo sforzo più ampio come la prova di un’amministrazione che agisce rapidamente a favore degli americani che lavorano, in particolare degli agricoltori.

Anche Trump ha presentato l’accordo come un intervento energetico pragmatico, promettendo che i prezzi del diesel scenderanno “a livelli record, e rapidamente” e sottolineando il sostegno ai “nostri grandi agricoltori, allevatori e camionisti”. La parte russa ha accolto con favore l’apertura, affermando che la cooperazione sul diesel e sull’energia porterebbe benefici al mondo.

Il punto di vista opposto è che il beneficio immediato sul prezzo comporti un costo strategico. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha affermato che allentare le sanzioni senza un accordo duraturo di de-escalation “fa il gioco della Russia” e ha definito la politica “un investimento in una guerra che deve essere conclusa, non prolungata”. Ha inoltre accusato Washington di usare i negoziatori ucraini come “cortina fumogena” per quella che ha definito una decisione debole.

Le critiche del Congresso vanno oltre gli schieramenti politici. I Democratici al Senato hanno affermato che la mossa contraddiceva una legge sulle sanzioni approvata di recente, volta a tagliare le entrate belliche della Russia, mentre il deputato Repubblicano Don Bacon ha avvertito che “sostenere l’economia di guerra di Putin è moralmente sbagliato”. Persino gli analisti favorevoli hanno descritto la politica come una soluzione a breve termine anziché come una soluzione duratura, definendola “un cerotto temporaneo”.

La contraddizione centrale rimane irrisolta: la deroga potrebbe allentare la pressione sulle forniture, ma garantisce anche al Cremlino nuove entrate mentre la guerra continua.

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