Storia
12 ott 2026
Il Pentagono vuole trasmettere un’esecuzione, ma i critici affermano che trasformerebbe la giustizia in uno spettacolo
La proposta di trasmettere in streaming l’esecuzione di Nidal Hasan ha messo in luce una netta divisione: i sostenitori del Pentagono la presentano come un monito, mentre legislatori e leader cattolici la definiscono pericolosa, degradante e moralmente indifendibile.
La proposta del Pentagono di trasmettere in streaming l’esecuzione di Nidal Hasan ha trasformato la pena in un dibattito nazionale sulla deterrenza, la dignità e i limiti dello spettacolo pubblico. Il presidente Donald Trump non ha ancora preso la decisione finale, lasciando il piano politicamente e moralmente irrisolto.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha presentato l’esecuzione come un monito deliberato, programmato a Fort Hood, dove Hasan uccise 13 persone e ne ferì 32 nel 2009. Trump ha detto che i sostenitori volevano trasmetterla “per dare l’esempio”, aggiungendo che Hasan “è entrato in una stanza e ha iniziato semplicemente a sparare a tutti”.1 Questa impostazione considera la visibilità pubblica parte della pena, oltre che un messaggio per i potenziali aggressori.
Il senatore Thom Tillis, tuttavia, sostiene che la stessa visibilità potrebbe produrre l’effetto opposto. “Le organizzazioni terroristiche useranno tutto questo come strumento di reclutamento. Radicalizzerà altre persone”, ha detto, insistendo al contempo sul fatto che Hasan debba comunque essere giustiziato attraverso un processo più appropriato.1 Tillis ha inoltre condannato le esecuzioni pubbliche come qualcosa di associato alle “dittature oppressive”, affermando: “Non dovrebbe accadere in America”.2
L’opposizione cattolica va oltre la critica di Tillis alla trasmissione in streaming: papa Leone XIV respinge la pena capitale in sé, definendola “inammissibile” perché attacca “l’inviolabilità e la dignità della persona”.2 Separatamente, il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha definito la trasmissione “davvero incomprensibile” e “inaccettabile” come mezzo per trasformare la morte in uno spettacolo.2
Le prospettive contrapposte condividono il riconoscimento della colpevolezza di Hasan e della gravità dei suoi crimini. Divergono invece su ciò che la giustizia dovrebbe comunicare. Per Hegseth e Trump, la visibilità può avere un effetto deterrente; per Tillis, può radicalizzare; per la Chiesa, l’esecuzione stessa viola la dignità umana. La decisione ancora irrisolta di Trump riguarda quindi più di una trasmissione: mette alla prova l’idea che il governo ha della pena, intesa come monito, retribuzione o teatro pubblico.