Storia
12 ott 2026

Aggiornato il 13/10/2026

La tregua energetica di Trump espone una crescente frattura su chi deve smettere di combattere

Trump afferma che Russia e Ucraina hanno concordato di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche, ma Kyiv sostiene di essere stata colta di sorpresa e che gli attacchi russi siano continuati. I sostenitori vedono un’opportunità per proteggere i civili; i critici temono che l’accordo limiti l’Ucraina ricompensando al contempo Mosca.

La tregua energetica proposta da Donald Trump viene presentata come un passo limitato verso la pace, ma l’annuncio ha fatto emergere una disputa più profonda su chi sia stato consultato e chi debba sostenere il costo militare del rispetto dell’accordo.

Trump ha dichiarato che «c’è un CESSATE IL FUOCO ENERGETICO» e che «entrambe le parti hanno accettato», presentando l’intesa come un obbligo reciproco immediato. Tuttavia, la risposta dell’Ucraina è stata condizionata anziché celebrativa. Volodymyr Zelenskyy ha detto che la proposta era «una novità per me» e che Kyiv l’avrebbe accettata solo se Vladimir Putin avesse fatto lo stesso, chiedendo reciprocità e garanzie concrete.

Gli eventi sul campo hanno rapidamente rafforzato lo scetticismo di Kyiv. Funzionari ucraini hanno affermato che la Russia ha colpito la centrale elettrica CHP-5 di Kharkiv e un’altra struttura nei pressi di Kyiv dopo l’annuncio di Trump. Zelenskyy ha riferito di oltre 200 attacchi alle infrastrutture elettriche e di 17 attacchi contro impianti di gas e petrolio durante la settimana, affermando che gli assalti avevano ucciso più di 150 persone e ferito più di 700. Mosca non aveva confermato pubblicamente se avesse accettato la tregua.

Le interpretazioni contrapposte sono nette. Il primo ministro canadese Mark Carney ha sostenuto che l’intesa potrebbe «ridurre significativamente l’escalation della guerra» e proteggere migliaia di civili, conferendo alla proposta una credibilità diplomatica che va oltre Washington. Ma il generale in pensione Philip Breedlove ha avvertito che il più ampio accordo diesel tra Stati Uniti e Russia potrebbe destinare denaro allo sforzo bellico di Putin e ha sostenuto che Mosca non ha più volte rispettato le promesse fatte durante i negoziati.

La reazione economica è stata più ottimistica: i prezzi del petrolio sono scesi dopo l’annuncio di Trump, sulla speranza di forniture energetiche più stabili. Questo contrasto coglie la tensione centrale. Washington e alcuni alleati vedono un’opportunità per ridurre l’escalation, mentre Kyiv teme che fermare i propri attacchi contro gli obiettivi energetici russi, senza una cessazione verificata da parte della Russia, significherebbe rinunciare alla propria leva negoziale e lasciare le proprie infrastrutture esposte.

Copertura della storia