Storia
12 ott 2026

L’arresto negli Stati Uniti di un fuggitivo legato a Maduro mette sotto nuova pressione la rete di corruzione venezuelana

Il trasferimento di Alvaro Pulido sotto la custodia degli Stati Uniti riporta in primo piano un vasto caso di corruzione riguardante contratti per cibo, medicine e abitazioni. Washington presenta l’arresto come un atto di giustizia; il caso mette inoltre in luce le tensioni politiche che gravano sulla fragile nuova leadership venezuelana.

Il trasferimento di Alvaro Pulido Vargas sotto la custodia degli Stati Uniti porta in una nuova fase una lunga indagine sulla corruzione venezuelana e aumenta la pressione sia sulla ricerca da parte di Washington dei presunti reati finanziari, sia sulla leadership politica instabile di Caracas.

Pulido, uomo d’affari nato in Colombia ed ex socio di Alex Saab, deve rispondere a Miami di accuse di riciclaggio di denaro e corruzione. I procuratori statunitensi sostengono che lui e i suoi associati abbiano utilizzato società offshore, documenti falsi e conti bancari americani per nascondere tangenti legate a contratti del governo venezuelano. I presunti schemi riguardavano programmi per la fornitura di cibo e medicine e la costruzione di abitazioni per i venezuelani a basso reddito.

Secondo la ricostruzione di orientamento liberal, l’arresto è il risultato di un’indagine internazionale durata diversi anni e condotta con il coinvolgimento della DEA, dell’FBI e dell’Homeland Security Investigations. Pulido era stato incriminato nel 2019 e nel 2021, mentre le autorità statunitensi avevano offerto una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per informazioni che portassero alla sua cattura. I procuratori affermano che sia stato arrestato in Venezuela nel 2023 durante una campagna anticorruzione guidata da Delcy Rodríguez, oggi presidente ad interim. Il rapporto descrive il suo silenzio sull’arresto come una prova della difficoltà di bilanciare la cooperazione con Washington e la resistenza interna alla coalizione al potere.

La ricostruzione conservatrice sottolinea un atto d’accusa morale e finanziario più netto. Afferma che Pulido avrebbe tratto profitto da programmi concepiti per soddisfare bisogni essenziali, compreso un sistema di distribuzione alimentare legato a circa 1,6 miliardi di dollari in contratti governativi. Il procuratore generale aggiunto A. Tysen Duva ha definito la condotta presunta “corruzione e avidità sulle spalle del popolo venezuelano”, mentre i procuratori sostengono che circa 180 milioni di dollari siano transitati attraverso conti statunitensi.

Entrambe le prospettive presentano il caso come qualcosa di più grande di un singolo fuggitivo: una prova della capacità dell’azione finanziaria statunitense di smantellare una rete transnazionale di corruzione. Differiscono però nell’enfasi: la prima mette in primo piano il dilemma politico del Venezuela, mentre la seconda sottolinea la punizione, il danno pubblico e la determinazione di Washington a perseguire altri imputati, comprese figure legate a Maduro.