Storia
12 ott 2026

Aggiornato il 13/10/2026

L’indagine antitrust di Trump mette alla prova la solidarietà dei media

Il Dipartimento di Giustizia sostiene che le reti televisive possano aver violato la normativa antitrust sospendendo congiuntamente la copertura della Casa Bianca, mentre i sostenitori della stampa affermano che l’indagine sia una ritorsione del governo contro le emittenti che si oppongono alle restrizioni di Trump sull’accesso.

L’indagine del Dipartimento di Giustizia sulla breve sospensione della copertura televisiva della Casa Bianca ha trasformato una disputa sull’accesso della stampa in uno scontro più ampio su concorrenza, potere governativo e indipendenza editoriale.

Dal punto di vista dell’amministrazione, il caso è una semplice questione antitrust. ABC, CBS, CNN, NBC e Fox News hanno sospeso congiuntamente la copertura del pool dopo che la Casa Bianca aveva limitato l’accesso a CNN, MS NOW e Politico. La portavoce del DOJ Emily Covington ha dichiarato che “i boicottaggi di gruppo tra concorrenti commerciali possono violare lo Sherman Act” e che gli investigatori stavano verificando se le reti avessero infranto la legge.

La copertura conservatrice sottolinea il coordinamento delle reti come un atto di solidarietà che ha impedito la diffusione delle immagini dell’incontro tra il presidente Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Le reti, tuttavia, hanno presentato la decisione non come un boicottaggio commerciale, ma come una difesa del giornalismo indipendente, affermando: “Nessuna amministrazione dovrebbe respingere un’organizzazione giornalistica perché si oppone ai suoi articoli.”

Le due prospettive concordano sulla sequenza centrale degli eventi, ma divergono nettamente sul suo significato. I sostenitori dell’indagine vedono un’azione coordinata da parte di emittenti concorrenti e sostengono che il pubblico abbia interesse a preservare l’accesso alle informazioni governative. I critici ribattono che applicare la normativa antitrust a una decisione editoriale temporanea rischia di trattare la libertà di stampa come una violazione delle regole di mercato.

Seth Stern della Freedom of the Press Foundation ha definito l’indagine “una sciocchezza”, sostenendo che negare a Trump l’attenzione che cerca non costituisca un danno alla concorrenza e che la normativa antitrust riconosca le tutele del Primo Emendamento. Ha inoltre descritto l’indagine come una pressione sulle reti che Trump ha ripetutamente bollato come “fake news”.

La disputa si svolge parallelamente a una causa intentata da CNN, MS NOW e Politico contro la loro esclusione dalla Casa Bianca. Sebbene un giudice abbia ordinato il ripristino dei loro accrediti, CNN e Politico sono rimaste escluse da alcuni viaggi presidenziali e dall’accesso allo Studio Ovale. La copertura televisiva del pool è poi ripresa, ma il conflitto mette ora alla prova la possibilità di proteggere la cooperazione tra i media come solidarietà della stampa, oppure di riclassificarla come coordinamento illecito.

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