Storia
13 ott 2026

L’hacking dei supermercati francesi trasforma i sistemi di refrigerazione obsoleti in una minaccia per la sicurezza nazionale

Un attacco informatico che ha scongelato da remoto i frigoriferi dei supermercati ha distrutto le scorte alimentari e potrebbe aver provocato incendi in tutta la Francia. I rivenditori lo hanno definito senza precedenti, mentre investigatori ed esperti hanno indicato la tecnologia legacy vulnerabile e i rischi più ampi delle infrastrutture connesse.

Il sistema dei supermercati francesi è diventato l’ultimo obiettivo in un panorama di guerra informatica in espansione, con un attacco da remoto che ha trasformato le apparecchiature di refrigerazione di uso quotidiano in una fonte di sprechi alimentari, perdite finanziarie e possibili rischi d’incendio.

Intermarché e Cooperative U hanno dichiarato che l’attacco ha colpito rispettivamente circa 150–200 e quasi 100 punti vendita, mentre altre fonti hanno parlato di oltre 300 sedi Intermarché o Netto e di più di 100 punti vendita Cooperative U. Anche Carrefour ha segnalato attacchi in 80 negozi. L’impatto immediato è stato concreto e costoso: le filiali colpite hanno dovuto smaltire prodotti freschi e surgelati dopo che gli hacker hanno forzato da remoto lo sbrinamento dei sistemi di refrigerazione.

L’interpretazione dei rivenditori è stata netta. L’amministratore delegato di Cooperative U, Dominique Schelcher, ha definito l’incidente “senza precedenti” e ha affermato che prendere di mira apparecchiature essenziali per la conservazione degli alimenti era “estremamente grave” e “inaccettabile”. Anche Intermarché ha messo in guardia contro gli sprechi alimentari, le perdite finanziarie e le possibili lacune assicurative per un attacco di questo tipo.

Le autorità hanno trattato l’episodio come qualcosa di più di un’interruzione dell’attività. La procura di Parigi ha aperto un’indagine su un “attacco informatico su larga scala” e sta verificando se fosse collegato agli incendi segnalati in alcuni negozi. È stato inoltre riferito che l’agenzia francese per la cybersicurezza ha individuato una vulnerabilità nel software fornito dal produttore danese Danfoss e ha informato i suoi omologhi europei.

Le spiegazioni concorrenti convergono su un punto: i sistemi industriali connessi possono trasferire gli attacchi informatici direttamente nel mondo fisico. Danfoss ha dichiarato che molti dei controller interessati erano prodotti legacy che non ricevevano più aggiornamenti di sicurezza, compresi sistemi che utilizzavano firmware obsoleto. Il consulente di cybersicurezza Antoine Hautin ha affermato che l’impatto simultaneo su centinaia di unità suggeriva “un certo livello di sofisticazione”.

Restano irrisolte l’attribuzione e la portata dell’attacco. L’incidente ha accresciuto le preoccupazioni francesi riguardo agli attacchi ibridi, ma le prove disponibili dimostrano la vulnerabilità e i danni, non chi abbia ordinato l’operazione né se facesse parte di una campagna più ampia.