Storia
13 ott 2026
La revisione iraniana sullo Stretto di Hormuz lascia in sospeso la proposta statunitense di riapertura
L’Iran afferma di stare esaminando una risposta degli Stati Uniti sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre la mediazione ancora in corso attraverso Qatar e Pakistan sottolinea quanto le due parti siano lontane da una svolta formale.
Il futuro dello Stretto di Hormuz resta legato a un cauto scambio diplomatico anziché a una riapertura confermata, mentre l’Iran esamina una risposta degli Stati Uniti alla sua proposta e si prepara a replicare attraverso intermediari.
I funzionari iraniani hanno descritto il processo come ponderato e ancora in corso. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei ha dichiarato che Teheran stava ancora esaminando la risposta di Washington e avrebbe risposto dopo aver completato tale valutazione.1 Il resoconto non offre tempistiche né fornisce dettagli sulla proposta statunitense, lasciando poco chiare le condizioni pratiche per la riapertura della via d’acqua strategica.
Ciononostante, le due parti sembrano condividere l’interesse a mantenere attiva la comunicazione indiretta. L’Iran continua a scambiarsi messaggi con gli Stati Uniti attraverso intermediari, con Qatar e Pakistan tra i Paesi coinvolti negli sforzi di mediazione.1 Ma quel canale segnala la distanza tanto quanto il dialogo: Teheran e Washington comunicano senza negoziati diretti e il processo diplomatico continua a dipendere dal coinvolgimento di terze parti.
Gli scambi fanno seguito a mesi di conflitto iniziati con gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran il 28 febbraio. I combattimenti si sono in gran parte attenuati nelle ultime settimane, sebbene gli ultimi attacchi militari statunitensi contro l’Iran riferiti risalgano all’inizio di settembre.1 Questa pausa crea spazio per la diplomazia, ma non stabilisce di per sé un accordo né garantisce che le restrizioni alla navigazione saranno revocate.
La posizione dell’Iran combina quindi apertura e capacità di pressione. Affermando che risponderà solo dopo aver esaminato la replica degli Stati Uniti, Teheran presenta la prossima mossa come condizionata anziché imminente. La proposta di Washington potrebbe offrire una via verso la de-escalation, ma finché l’Iran non fornirà la propria risposta — e i termini non diventeranno pubblici — la riapertura dello Stretto resta una possibilità diplomatica, non un accordo concluso.