Storia
15 ott 2026

Una nave affondata nello Stretto di Hormuz inasprisce lo scontro su chi sia responsabile

L'affondamento della GFS Pride, registrata a Singapore, e i danni riportati dalla GFS Giselle hanno intensificato i timori per la navigazione commerciale, mentre versioni contrapposte discutono se gli attacchi riflettano una campagna iraniana o una più ampia contesa tra Stati Uniti e Iran sul controllo della via d'acqua.

L'affondamento di una nave commerciale nello Stretto di Hormuz ha trasformato una pericolosa disputa sulla navigazione in una prova più stringente delle responsabilità, con i fatti dell'attacco più chiari della loro attribuzione.

La GFS Pride, una nave portacontainer registrata a Singapore, è affondata dopo essere stata colpita da un proiettile non identificato e aver preso fuoco. Tutti i 21 membri dell'equipaggio sono stati evacuati in sicurezza, mentre la GFS Giselle, un'altra nave registrata a Singapore, ha riportato danni allo scafo in un incidente separato. L'autorità marittima di Singapore ha definito gli attacchi «ingiustificati, immotivati e una violazione del diritto internazionale».

La versione liberale colloca gli incidenti nel contesto di una più ampia escalation iraniana. Riferisce che questo mese più di 20 navi sono state attaccate nello Stretto di Hormuz, nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman, con marinai dispersi e altri feriti. Questa interpretazione richiama anche la dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie iraniane secondo cui la Pride avrebbe colpito una mina navale — una spiegazione per la quale continuano a mancare prove indipendenti — e l'avvertimento di una società di sicurezza marittima secondo cui le dichiarazioni di Teheran potrebbero mirare a diffondere paura e scoraggiare la navigazione.

La versione conservatrice è più cauta riguardo alle responsabilità. Sottolinea che entrambe le navi sono state colpite da «proiettili sconosciuti» e presenta gli incidenti come parte di una disputa irrisolta tra Stati Uniti e Iran sul controllo della via d'acqua strategica, anziché considerare accertata la responsabilità iraniana. Nota inoltre che Teheran stava esaminando una risposta degli Stati Uniti a una proposta di riapertura della via d'acqua.

Entrambe le prospettive concordano sul pericolo immediato: il traffico commerciale è vulnerabile e gli attacchi minacciano una rotta energetica cruciale. La divergenza riguarda l'interpretazione: se gli affondamenti dimostrino una campagna iraniana per bloccare la navigazione o restino prove di uno scontro più ampio, nel quale l'attribuzione è ancora oggetto di disputa.