Storia
16 ott 2026
L’aumento del 3,6% della Social Security offre sollievo, ma potrebbe non aiutare gli anziani a recuperare terreno
L’aumento della Social Security previsto per il 2027 farà crescere di circa 75 dollari i pagamenti mensili medi, ma secondo i sostenitori degli anziani i costi sanitari, l’inflazione e la formula di calcolo delle prestazioni potrebbero lasciare molti anziani in una situazione finanziaria peggiore.
L’adeguamento al costo della vita della Social Security previsto per il 2027 promette un assegno più consistente, ma non necessariamente una maggiore sicurezza finanziaria. L’aumento del 3,6% potrebbe offrire un sollievo gradito, mostrando al contempo quanto rapidamente l’inflazione e i costi sanitari possano assorbirlo.
La stampa conservatrice presenta l’adeguamento in termini semplici: gli assegni della Social Security riceveranno il prossimo anno un aumento del 3,6% legato al costo della vita.1 Questa interpretazione mette in evidenza l’entità dell’aumento e il suo effetto immediato sui beneficiari.
La prospettiva liberal è più scettica riguardo al significato pratico di questa percentuale. L’aumento farà crescere il pagamento mensile medio di circa 75 dollari, portandolo a circa 2.170 dollari, e raggiungerà oltre 75 milioni di americani. Tuttavia, i sostenitori degli anziani sostengono che l’adeguamento arriva dopo un aumento del 2,8% nel 2026 e potrebbe non ripristinare il potere d’acquisto già eroso dall’aumento dei prezzi. Shannon Benton della Senior Citizens League ha affermato che l’assegno più consistente non invertirà necessariamente le perdite precedenti: “In sostanza, gli anziani non stanno migliorando la propria situazione. Ricevono un assegno leggermente più grande per pagare bollette diventate ancora più salate.”2
Il disaccordo riguarda anche la formula stessa. Attualmente la Social Security utilizza il CPI-W, un indice basato sulle spese dei lavoratori urbani, anche se gli americani più anziani destinano in genere una quota maggiore del proprio budget alle cure sanitarie. I sostenitori della sua sostituzione con il CPI-E affermano che un indice incentrato sugli anziani rifletterebbe meglio i costi effettivi dei pensionati.
I costi sanitari potrebbero erodere ulteriormente l’aumento una volta annunciati i premi Medicare. Nel frattempo, la povertà tra gli anziani ha continuato a crescere e il deficit previsto del fondo fiduciario del programma minaccia tagli alle prestazioni più avanti nel prossimo decennio. La conclusione condivisa è che il 3,6% è meglio di nessun aumento; la netta divisione riguarda il fatto che rappresenti una protezione significativa o che rallenti soltanto il progressivo arretramento dei beneficiari.