Storia
16 ott 2026

L’impegno di Taiwan per il GNL dell’Alaska lascia irrisolta la svolta annunciata da Trump

Taiwan afferma di voler acquistare GNL dall’Alaska e investire miliardi, ma i termini precisi restano poco chiari. Trump presenta l’impegno come la prova che il progetto, a lungo rinviato, è ormai assicurato, evidenziando il divario tra la comunicazione politica e un accordo definitivo.

Donald Trump presenta il coinvolgimento previsto di Taiwan nel progetto di gas naturale liquefatto dell’Alaska come una svolta, ma l’annuncio appare più solido sul piano politico che su quello commerciale. Taiwan ha illustrato piani per acquistare GNL e investire miliardi, mentre i dettagli chiave dell’impegno restano ancora da definire.

Trump ha dichiarato che Taiwan aveva accettato di acquistare il 30% del gas del progetto per 20 anni, affermando che l’accordo «garantisce il successo». Ha inoltre quantificato in 4,4 miliardi di dollari il previsto investimento taiwanese, a fronte dei 50 miliardi che, a suo dire, la Corea del Sud si era già impegnata a investire. Tuttavia, i termini citati dal presidente non erano immediatamente chiari, e né le autorità energetiche taiwanesi né CPC Corp. hanno confermato pubblicamente l’intero accordo nel resoconto citato.

L’impegno riportato è economicamente plausibile. Taiwan importa più del 90% della propria energia e deve far fronte a una domanda di elettricità in crescita, alimentata in parte dall’espansione delle industrie legate all’intelligenza artificiale. Taipei ha quindi un forte incentivo ad assicurarsi forniture di gas a lungo termine. Ma la stessa dipendenza rende prezzo, programmi di consegna e garanzie contrattuali questioni centrali, non dettagli che possano essere definiti durante un comizio.

Il resoconto conservatore presenta l’annuncio come una conseguenza diretta dell’intervento di Trump. Il segretario al Commercio Howard Lutnick ha dichiarato che il governo taiwanese aveva accettato di acquistare «il 30% di tutto ciò che viene prodotto su quella linea» e di investire 4,4 miliardi di dollari «per assicurarsi che questa linea venga riempita», definendolo «il più grande accordo nella storia dell’Alaska». Questa rappresentazione presenta gli investimenti esteri come prova della capacità del presidente di concludere accordi e dell’avanzamento del progetto.

Il contrasto riguarda quindi meno l’interesse di Taiwan che ciò che è stato effettivamente finalizzato. Entrambi i resoconti descrivono un importante acquisto e investimento proposti; solo la versione vicina a Trump tratta queste intenzioni come una garanzia. Con il primo gas previsto per il 2029, il progetto deve ancora superare la prova più difficile: contratti vincolanti, finanziamenti e realizzazione.