Storia
18 ott 2026

L’interruzione di Starlink in Ucraina trasforma un guasto tecnico in una crisi di fiducia

L’Ucraina afferma che l’accesso satellitare sul campo di battaglia è stato ripristinato solo parzialmente, mentre le notizie collocano l’ordine di limitazione all’interno della Casa Bianca e Trump nega di sapere chi lo abbia impartito, alimentando ulteriori dubbi sull’affidabilità di Washington.

La dipendenza dell’Ucraina da una rete satellitare controllata dagli Stati Uniti ha messo in luce una frattura sempre più ampia tra Washington e Kyiv: i funzionari affermano che l’accesso a Starlink è stato ripristinato, ma i sistemi militari ucraini sono rimasti compromessi e la catena di comando all’origine dell’interruzione è rimasta poco chiara.

La versione più rassicurante è arrivata dalla Gran Bretagna. Dopo aver incontrato il segretario alla Guerra degli Stati Uniti Pete Hegseth, il ministro della Difesa Wes Streeting ha dichiarato di essere stato “rassicurato direttamente” sul fatto che l’accesso dell’Ucraina a Starlink e al servizio Starshield di livello militare fosse stato ripristinato. Questa versione presenta l’episodio come un’interruzione temporanea, non come un deliberato cambiamento di politica.

Ma le notizie citate da Reuters indicano una spiegazione più grave. Due funzionari statunitensi e un funzionario occidentale hanno affermato che l’ordine di rallentare Starshield proveniva dall’interno della Casa Bianca, sebbene non fossero in grado di identificare chi lo avesse impartito o eseguito. Funzionari ucraini hanno dichiarato che le restrizioni hanno interrotto missioni d’attacco, le comunicazioni sul campo di battaglia e i droni intercettori. Un alto funzionario statunitense ha negato che il presidente avesse richiesto l’azione, affermando: “Il presidente non ha mai fatto una richiesta del genere.”

Il resoconto dello stesso Trump ha aggiunto, anziché eliminare, l’incertezza. Alla domanda su chi avesse ordinato la limitazione, ha detto di non saperlo, insistendo al contempo sul fatto che non fosse stato lui. La contraddizione è centrale: Kyiv ha subito una perdita di capacità militare, mentre Washington non ha fornito né una spiegazione chiara né un responsabile identificabile.

Anche il ripristino riferito sembra essere soggetto a limitazioni. L’Ucraina ha dichiarato che i terminali Starlink funzionavano durante gli spostamenti solo a velocità fino a 100 miglia orarie, una limitazione che potrebbe comunque compromettere le operazioni con i droni. Streeting ha riconosciuto il problema politico più ampio, affermando: “Non è la prima volta che assistiamo a una rottura tra Washington e Kyiv.”

L’episodio trasmette quindi due messaggi contrastanti. I funzionari statunitensi e britannici sottolineano il ripristino del servizio e la prosecuzione della cooperazione; i resoconti ucraini e occidentali evidenziano invece la leva coercitiva e il rischio operativo. In un momento di pressione su Kyiv affinché fermi gli attacchi alle raffinerie russe, l’interruzione ha fatto apparire l’accesso alla tecnologia americana meno come un’infrastruttura affidabile e più come uno strumento politico.