Storia
20 ott 2026
L’Ucraina afferma che i limiti di Starlink mettono a rischio le sue difese, mentre Washington nega interferenze
Kyiv afferma che le restrizioni a Starlink impediscono ai droni intercettori di fermare gli attacchi russi, mentre i funzionari statunitensi negano di aver ordinato qualsiasi rallentamento e distinguono Starlink dal sistema Starshield gestito dai militari.
L’Ucraina afferma che le restrizioni ai sistemi di comunicazione satellitare di SpaceX stanno indebolendo la sua capacità di difendersi dagli attacchi dei droni russi, mentre Washington insiste sul fatto che non sia stato ordinato alcun blocco deliberato e contesta la ricostruzione di Kyiv su quale sistema sia interessato.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato che le apparecchiature collegate a Starlink in Ucraina si spengono quando viaggiano a più di 161 chilometri orari, lasciando i droni intercettori senza una connettività affidabile. «Perdiamo sia i droni sia la connettività», ha detto, aggiungendo che, a quanto riferito, il servizio opera a velocità superiori nell’Unione europea.1
L’interpretazione più ampia di Kyiv è tanto politica quanto tecnica. Zelenskyy ha descritto il malfunzionamento come una «operazione pianificata» contro l’Ucraina, secondo una ricostruzione conservatrice, e ha affermato che funzionari e soldati ucraini avevano riscontrato improvvise difficoltà con le apparecchiature Starshield dopo l’intensificarsi delle tensioni con l’amministrazione Trump.2 I funzionari ucraini hanno dichiarato di non aver ancora ricevuto conferma né dal Pentagono né da SpaceX che il servizio senza restrizioni fosse stato ripristinato.
La posizione degli Stati Uniti è in netto contrasto con questa versione. Il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che nessuno a Washington aveva ordinato di ridurre la velocità di Starlink e ha suggerito che qualsiasi interruzione fosse stata ripristinata. Ha inoltre respinto l’ipotesi che l’Ucraina utilizzi attualmente Starshield, descrivendolo come un prodotto militare distinto, di proprietà e sotto il controllo del governo statunitense. «Sono due prodotti diversi», ha detto Rubio.1
Questa distinzione è centrale nella disputa. Kyiv presenta le restrizioni come una minaccia operativa che colpisce i droni e le difese aeree; Washington descrive la questione come un problema tecnico che coinvolge Starlink commerciale, valutando separatamente — ma senza concederlo — l’accesso dell’Ucraina a Starshield. Anche Elon Musk ha affermato che i limiti di utilizzo sono in ultima analisi determinati dalle forze armate statunitensi e dal presidente.1
Il risultato è uno scontro irrisolto sia sui fatti sia sulle responsabilità. L’Ucraina afferma che le sue difese restano esposte; i funzionari statunitensi negano qualsiasi interferenza intenzionale, mentre la proprietà dei sistemi, l’accesso e il loro ruolo sul campo di battaglia restano oggetto di disputa.