Storia
21 ott 2026
Un vertice di pace sull’Ucraina potrebbe diventare un accordo fatto senza l’Ucraina
Un proposto incontro tra Trump, Putin e Xi viene presentato ora come un audace percorso verso la pace, ora come un pericoloso tentativo di decidere il futuro dell’Ucraina senza Kyiv al tavolo.
La diplomazia proposta sull’Ucraina presenta una contraddizione evidente: un vertice pensato per porre fine alla guerra potrebbe anche escludere il Paese che ne sta sostenendo i costi.
Una ricostruzione di orientamento conservatore presenta l’idea come una possibile svolta, riferendo che Vladimir Putin avrebbe proposto un incontro con Donald Trump e Xi Jinping per porre fine al conflitto.1 Questa impostazione sottolinea la possibilità di riunire Stati Uniti, Russia e Cina in un’unica trattativa, creando potenzialmente una via d’uscita dall’attuale stallo della guerra.
La ricostruzione di orientamento liberale è più scettica. Riferisce che Putin avrebbe suggerito il vertice durante una telefonata con Trump il 9 ottobre e che, se si tenesse, non includerebbe il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. La sede proposta potrebbe essere il vertice della Cooperazione economica Asia-Pacifico a Shenzhen, anche se l’incontro resta non confermato.2
Questa differenza è centrale. I sostenitori della proposta possono descriverla come una pragmatica diplomazia tra grandi potenze; i critici vedono nella stessa struttura un accordo imposto alle spalle dell’Ucraina. La preoccupazione è accentuata dal quadro più ampio descritto nel resoconto liberale: Washington ha allentato alcune pressioni su Mosca, ha esortato Kyiv a smettere di attaccare le infrastrutture energetiche russe e ha dovuto affrontare accuse secondo cui le sue politiche starebbero incoraggiando la capitolazione ucraina.2
La valutazione dello stesso Zelenskyy coglie il pericolo. Ha affermato che “sono stati compiuti passi per convincere l’Ucraina a capitolare” e ha avvertito che la pace potrebbe essere perseguita “a spese dell’Ucraina”.2 Trump, al contrario, ha difeso l’allentamento delle sanzioni come un modo per mantenere la Russia coinvolta, affermando di non voler “allontanare, stupidamente, la Russia dal tavolo delle trattative”.2
Entrambe le prospettive considerano i negoziati preferibili a una guerra senza fine. Divergono su chi dovrebbe controllarne i termini. Un vertice che escludesse Kyiv potrebbe produrre un accordo da prima pagina, ma senza il consenso ucraino rischierebbe di trasformare la diplomazia di pace in un altro strumento di pressione.