Storia
21 ott 2026

Il presunto piano contro la base aerea legato all’Iran alimenta i timori per la sicurezza nonostante l’assenza di incriminazioni

Il nuovo arresto di due uomini ha intensificato l’attenzione su un presunto piano legato all’Iran e rivolto contro la RAF Fairford, ma gli investigatori non hanno ancora formulato accuse formali e i sospettati precedentemente rilasciati restano parte di un caso irrisolto.

La polizia britannica ha nuovamente arrestato due uomini nell’ambito di un presunto piano legato all’Iran e rivolto contro una base aerea gestita dagli Stati Uniti, sottolineando la crescente preoccupazione per le attività di intelligence straniere e mettendo al contempo in luce i limiti delle prove raccolte finora.

I sospettati — un cittadino britannico di 24 anni e un cittadino con doppia nazionalità britannica e iraniana di 25 anni — sono stati trattenuti ai sensi del National Security Act, secondo l’unità di polizia antiterrorismo nazionale. Le autorità sospettano che lavorassero per i servizi di intelligence iraniani e che fossero coinvolti in un piano contro la RAF Fairford, ma l’indagine non ha portato a incriminazioni formali.

Il caso si è ampliato per fasi. Inizialmente, il 27 settembre, cinque uomini erano stati arrestati con l’accusa di reati legati agli esplosivi e di preparazione di un atto terroristico, mentre altri due erano stati fermati nelle settimane successive. Tuttavia, tutti e sette sono stati in seguito rilasciati su cauzione per una “mancanza di prove sufficienti a formulare accuse formali”, secondo quanto riportato.

Questo contrasto definisce la vicenda: i responsabili della sicurezza considerano il presunto piano abbastanza grave da giustificare arresti ai sensi dei poteri in materia di sicurezza nazionale, mentre i procuratori non hanno dimostrato pubblicamente l’esistenza di prove sufficienti a sostenere le accuse. I nuovi arresti segnalano quindi una preoccupazione ancora in corso, non la conclusione di un procedimento per terrorismo.

L’episodio riflette anche la sensibilità politica della RAF Fairford, una struttura gestita dagli Stati Uniti in Gran Bretagna, e la più ampia tensione tra la protezione dei siti militari strategici e la salvaguardia del giusto processo. Anche il secondo rapporto ha descritto lo sviluppo come il nuovo arresto di due persone nell’ambito di un sospetto attacco contro la base aerea, ma non ha fornito ulteriori prove o accuse.

Per ora, le accuse restano non provate. L’indagine è in corso e l’azione della polizia indica un’inchiesta attiva in materia di sicurezza, non una decisione giudiziaria secondo cui i due uomini avrebbero complottato un attacco.