Storia
21 ott 2026

Aggiornato il 22/10/2026

L’appoggio di Manchin a Collins trasforma la corsa al Senato del Maine in uno scontro sulla moderazione

Il sostegno di Joe Manchin alla repubblicana Susan Collins contrappone il messaggio bipartisan di un ex senatore democratico al tentativo dei democratici di legarla a Donald Trump, mettendo in luce definizioni concorrenti della moderazione politica.

La decisione di Joe Manchin di fare campagna elettorale per la senatrice repubblicana Susan Collins ha trasformato una corsa serrata al Senato del Maine in un confronto più ampio su cosa significhi la moderazione in un’assemblea sempre più polarizzata.

Manchin, un ex democratico diventato indipendente prima di lasciare il Senato, sostiene Collins mentre lei cerca un sesto mandato contro l’ex senatore dello Stato del Maine Troy Jackson. L’appoggio arriva mentre i democratici descrivono Collins come troppo strettamente allineata al presidente Donald Trump, mentre i suoi sostenitori la presentano come una repubblicana indipendente, con una storia di prese di distanza dal presidente.

Il contrasto è al centro della corsa. I democratici porteranno nel Maine figure progressiste, tra cui la deputata Alexandria Ocasio-Cortez e i senatori Elizabeth Warren e Bernie Sanders, a sostegno di Jackson. La presenza di Manchin offre a Collins un contrappeso: un ex senatore democratico che sostiene che siano gli istinti bipartisan, e non le etichette di partito, a dover guidare gli elettori. La campagna ha descritto il suo intervento come uno sgarbo politico diretto al leader della minoranza al Senato Chuck Schumer e al partito che Manchin ha lasciato.

Manchin ha detto che Collins «non è una senatrice di Trump», sottolineando il suo bilancio bipartisan e la sua opposizione al provvedimento simbolo di Trump, «un grande e bellissimo disegno di legge». Questo argomento non cancella la realtà che Collins resta una repubblicana in cerca di rielezione in una contesa nazionalizzata; chiede invece agli elettori di separare la sua identità istituzionale dalla direzione più ampia del partito.

Un resoconto conservatore descrive la stessa contesa come una corsa in stallo, caratterizzata da «ruoli contrapposti» per Manchin e Ocasio-Cortez. La differenza è significativa: i sostenitori di Manchin vedono l’appoggio come la prova che Collins può superare le divisioni dell’era Trump, mentre i democratici lo considerano un tentativo di proteggere un’incumbent repubblicana dalla responsabilità politica. La tensione della corsa sta nel capire se gli elettori del Maine premieranno questa distinzione o la considereranno un’operazione di immagine politica.